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Speciale #ijf16 – Domenico Quirico: “il giornalismo contemporaneo non cambia la storia”

Speciale #ijf16 – Domenico Quirico: “il giornalismo contemporaneo non cambia la storia”
Annarita Amoruso

<<Se i giornalisti vanno a destra io vado a sinistra>>, così  Domenico Quirico, reporter del quotidiano torinese de “La Stampa” e caposervizio esteri, é intervenuto nel corso del convegno “Speaking out: quando l’inchiesta cambia la storia”, avvenuto questo pomeriggio al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia.
<<Purtroppo il giornalismo, la scrittura, non riesce più a cambiare le zone calde di guerra – racconta Quirico – già 350.000 morti fa abbiamo cercato di cambiare la Siria raccontando quello che accade, ma non ci siamo riusciti. E sapete perché? Perché mentre la gente in Siria muore, molti giornalisti professionisti raccontano la guerra dalle loro stanze in albergo e non dalla strada>>.
L’inviato di guerra de “La Stampa”  con tono fermo e polemico analizza il giornalismo contemporaneo ponendo al centro del dibattito come é cambiata la scrittura giornalistica: << non funziona più perché non si può scrivere di guerra riportando, copiando, le veline concesse dall’ambasciata o semplicemente intervistando un ministro siriano. A me non importa nulla né dei diplomatici né di intervistare Assad – spiega Quirico – sapete qual’ è la mia Siria? quella degli uomini sofferenti che ho incontrato. Le loro parole i loro racconti. La tristezza dei bambini in ospedale, delle mamme impaurite e ferite soprattutto nel cuore. Fare buon giornalismo significa raccontare degli esseri umani in prima persona>>.
Una testimonianza, quella del giornalista, che ha avuto come obiettivo risvegliare le coscienze dei giovani aspiranti professionisti che occorre ritrovino il “rapporto obbligatorio etico con le persone e le notizie”.  << Volete fare buon giornalismo? Staccatevi dai giornali, dalle redazioni>>, conclude.
Presenti all’incontro anche Richard Colebourn, giornalista della BBC news e Sergio Cecchini, direttore della comunicazione di Medici senza frontiere, nonché moderatore della discussione.

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Annarita Amoruso
@AnnaritaAmoruso

Annarita Amoruso di Loseto, quartiere che per la distanza può essere definito periferico, ma che in realtà appartiene ancora al Comune di Bari. Danzatrice dai 5 ai 23 anni, dal ventesimo anno ad oggi (dopo aver esplorato ogni evoluzione e trasformazione dei sensi legata alle emozioni della danza) ha deciso di dedicarsi al suo futuro lavoro, ovvero quello di giornalista. Laureata in scienze della comunicazione e attualmente praticante del Master in Giornalismo di Bari, cerca di affrontare ogni singola giornata come fosse l’ultima. Testarda quanto basta, schietta in abbondanza, sognatrice illimitata. Tende ad unire piuttosto che dividere, dotata di un forte spirito di gruppo. Punti critici: impulsiva, testarda, eccessivamente sensibile.

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