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Speciale #ijf16 – “Carta bianca”, il monologo di Marco Travaglio al Teatro Morlacchi

Speciale #ijf16 – “Carta bianca”, il monologo di Marco Travaglio al Teatro Morlacchi
Vincenzo Murgolo

Una riflessione pungente sullo stato dell’informazione italiana, partendo dai titoli dei giornali degli ultimi giorni. È stato questo il copione di Carta bianca, il monologo tenuto ieri sera da Marco Travaglio al Teatro Morlacchi di Perugia al termine della terza giornata del Festival Internazionale del Giornalismo.

La genesi del titolo, ha spiegato il direttore del Fatto Quotidiano, è ben precisa: <<Quando sono stato invitato non avevo la minima idea di cosa avrei detto, per cui mi sono portato un po’ di ritagli sui casi che hanno riempito le cronache degli ultimi mesi. L’obiettivo è quello di fare il punto sullo stato clinico, anzi comatoso, dell’informazione in Italia>>.

Il monologo ha toccato le ultime vicende, dai referendum su trivelle e riforme costituzionali al caso Quarto, passando per i dati sull’economia, per poi finire al caso più recente, ovvero la partecipazione del figlio di Totò Riina a Porta a Porta.

Per quanto riguarda la riforma costituzionale, che sarà oggetto di referendum ad ottobre, Travaglio ha puntato sull’eccessiva lunghezza e sulla presunta mancanza di chiarezza: <<Gli articoli della riforma costituzionale sono lunghissimi e poco chiari, mentre quelli della Carta del 1948 erano un capolavoro di sintesi e di chiarezza. E pensare che il governo aveva parlato di “semplificazione” quando aveva presentato questa riforma. Invece è stato decuplicato il numero delle parole, rendendo così incomprensibile ciò che prima era chiaro>>.

Altro tema caldo è stato quello relativo al Comune di Quarto: <<C’è stato un periodo in cui Quarto sembrava la capitale d’Europa. Ed era giusto parlare di questa vicenda, anche se poi non si capisce perché ora nessuno parla di una giunta di espulsi dal Movimento 5 Stelle che governano con il sostegno di Forza Italia. Eppure, quando sindaco e giunta facevano parte del Movimento 5 Stelle, si è tanto parlato di questa vicenda>>.

Poi l’affondo sulle stime economiche comparse sui giornali dopo il Jobs Act: <<Per un anno, dopo l’approvazione del Jobs Act, abbiamo letto titoli trionfalistici su tutti i giornali. In realtà si trattava di dati “drogati” dai 12 miliardi di incentivi ed era ovvio che, finito questo “doping”, si sarebbe tornati esattamente al punto di partenza. Senza contare che nel primo anno di Jobs Act sono stati creati meno della metà dei posti creati l’anno precedente quando questa riforma non c’era. Bene, chi in quel periodo si permetteva di far notare questo veniva dipinto come un gufo o come un disfattista>>.

La parte finale dell’intervento di Travaglio è stata dedicata alla presenza del figlio di Totò Riina nello studio di Porta a Porta mercoledì sera: <<Posso comprendere il fastidio che provano i parenti delle vittime, però non sono affatto d’accordo sul fatto che i cattivi non vadano intervistati. I cattivi, quando intervistati con le domande giuste, sono molto più interessanti dei cattivi. Se dovessi scegliere se vedere un’intervista a Madre Teresa di Calcutta e una a Hitler, sceglierei subito la seconda se le domande poste fossero quelle giuste. Il male va mostrato e conosciuto, dopodiché se lo conosci lo eviti>>.

In chiusura del suo intervento, Travaglio ha rivelato al pubblico i titoli che avrebbero riempito la prima pagina odierna del Fatto Quotidiano.

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Vincenzo Murgolo
@VincenzoMurgolo

Nato a Bitonto il 21 giugno 1988, ha il privilegio di compiere gli anni nello stesso giorno in cui li compie tale Michel Platini. Maturità scientifica e laurea ottenuta in scienze della comunicazione con una tesi di laurea dal titolo “Giornalismo sportivo. Tra tradizione cartacea e innovazione online”. Giornalista pubblicista dal 2013, è attualmente iscritto al Master in Giornalismo dell’Università di Bari. Amante del calcio e juventino doc, ha lavorato come addetto stampa per la squadra di calcio del proprio paese e, dopo aver collaborato con Calciomercato.com (sito allora diretto da Xavier Jacobelli), da un anno impegna i propri weekend indossando cuffia e microfono per raccontare ciò che accade sui campi della Lega Pro. Nel maggio del 2015 ha partecipato, in qualità di speaker, alla realizzazione della fase interna della Gazzetta Cup (torneo di calcio giovanile patrocinato dalla Gazzetta dello Sport) e un mese più tardi ha fatto parte dello staff della finale nazionale svoltasi allo stadio Olimpico di Roma. Altre passioni: la lettura, la fotografia, i social network (dategli un tweet da scrivere e vi solleverà il mondo!), la buona cucina e la buona musica. La serata perfetta è quella in cui ci sono le ultime due cose citate, magari con l’aggiunta della giusta compagnia e di un buon bicchiere di vino

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