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Scoprire i tumori attraverso il soffio:
presentato a Bari “Inside the breath”

Scoprire i tumori attraverso il soffio:
presentato a Bari “Inside the breath”
Davide Impicciatore

Un “soffio” per scoprire tumori e malattie: la “rivoluzione scientifica” che prende il nome di “Inside the breath” sarà realtà nel giro di 18 mesi. Il progetto, presentato ieri mattina nell’Università di Bari, produrrà una tecnologia capace di diagnosticare, attraverso il respiro del paziente, un ampio spettro di patologie, fra cui tanti tipi di tumori, senza doversi necessariamente sottoporsi a diagnosi lente e invasive. La ricerca è stata avviata per la prima volta quattro anni fa dai medici del Policlinico di Bari e i ricercatori del dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, insieme a una cordata di aziende pugliesi. All’inizio la ricerca mirava a diagnosticare precocemente il cancro al colon-retto, la seconda causa di morte per tumore al mondo. Sino ad oggi l’unico modo per accertare questo tumore era effettuare una colonscopia, tecnica invasiva e meno sicura per i pazienti: l’80% delle colonscopie ha esito negativo e nel 2-3% dei casi si rischiano anche pericolose controindicazioni. Con questa nuova tecnologia potranno essere scoperti non solo i tumori, ma molte altre patologie, come l’asma infantile. I costi saranno abbordabili, tanto che se ne potranno dotare cliniche, laboratori e farmacie. “Basterà soffiare all’interno di una cannula (come per una spirometria) senza particolari sforzi – spiega Gianluigi De Gennaro, docente del dipartimento di Biologia dell’Università di Bari –, recuperare questa miscela d’aria e analizzarla. L’apparecchio creerà un diagramma che fornirà la percentuale di probabilità che il paziente possa avere quella patologia”, facendo un primo screening. Poi sarà il medico, eventualmente, “a prescrivere o meno altri esami”. “La possibilità di una diagnosi precoce prima che il polipo del colon diventi un tumore – dice il prof. Francesco Altomare, direttore dell’unità operativa di Coloproctologia al Policlinico – rappresenta una grande possibilità di salvare vite umane. Con questa tecnologia, in teoria, questo tipo di cancro potrebbe essere portato a mortalità zero”. “La ricerca deve avere la finalità di affrontare le emergenze anche di carattere sanitario – sostiene Antonio Uricchio, Rettore UniBa –. Questa è un’opportunità significativa per la nostra università di affermare la propria mission, che è quella di promuovere la ricerca e di realizzare il trasferimento tecnologico”.

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