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Il testamento di Dj Fabo: “Spezzati i miei sogni
Trovo più dignitoso terminare questa mia agonia”

Il testamento di Dj Fabo: “Spezzati i miei sogni
Trovo più dignitoso terminare questa mia agonia”
Vincenzo Murgolo

Un testo autobiografico consegnato all’associazione “Luca Coscioni” prima di porre fine alla propria sofferenza. Fabiano Antoniani, Dj Fabo, ha deciso di raccontare la sua esistenza, dalla passione per la musica all’incidente che ne ha stravolto per sempre la vita.

All’età di sette anni – scrive – frequento la scuola di musica per imparare a suonare la chitarra. Da bambino spesso suono come primo chitarrista e partecipo a numerosi saggi. Visto il talento, i miei genitori mi costringono a frequentare il Conservatorio di Milano, villa Simonetta, ma a causa del mio comportamento ribelle vengo espulso. Da sempre lavoratore, appena diplomato da geometra, inizio a lavorare per svariate aziende. Per otto anni lavoro con la mia seconda passione, il moto cross, e mi occupo del reparto commerciale del team supermotard Daverio (durante le competizioni più importanti, mondiale ed italiano) e contemporaneamente lo pratico come sport“.

La passione per la consolle da dj nasce ad Ibiza, dove Fabiano si trovava per motivi di studio: “Forse a causa della magica influenza dell’isola, forse per vocazione, subito mi rendo conto che il mio unico e vero posto è dietro la consolle! È così che in un momento, ringraziando gli studi di musica del passato, la mia musicalità e le numerose conoscenze di dj set, in poco tempo inizio a suonare un po’ ovunque. Mi licenzio da un contratto a tempo indeterminato a Milano, ma ormai capisco che il mio posto è altrove. Per lavoro, passione e amore negli ultimi anni riesco a dividermi tra l’Italia e Goa, dove lavoro e vivo mantenendomi con la musica, scoperta per caso in uno dei viaggi più indimenticabili della mia vita (India) capisco che il mio posto e il mio futuro sarebbero stati in quel Paese. Mi trasferisco per otto mesi l’anno con la mia fidanzata e riconosco finalmente me stesso, dopo aver indossato numerosi abiti che mi andavano stretti“.

Poi il giorno dell’incidente, che segna l’inizio del suo calvario: “Dopo aver suonato una sera in un locale di Milano, tornando a casa, un rovinoso incidente mi spezza i sogni e la mia vita”. Da qui la scelta di compiere l’ultimo viaggio verso la Svizzera: “Le mie giornate sono intrise di sofferenza e disperazione non trovando più il senso della mia vita ora. Fermamente deciso, trovo più dignitoso e coerente, per la persona che sono, terminare questa mia agonia”.

Pensiero finale dedicato all’associazione “Luca Coscioni”: “Una realtà che difende i diritti civili in ogni fase dell’esistenza dei cittadini. Compreso il diritto sacrosanto di morire. Grazie. Fabiano Antoniani”.

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Vincenzo Murgolo
@VincenzoMurgolo

Nato a Bitonto il 21 giugno 1988, ha il privilegio di compiere gli anni nello stesso giorno in cui li compie tale Michel Platini. Maturità scientifica e laurea ottenuta in scienze della comunicazione con una tesi di laurea dal titolo “Giornalismo sportivo. Tra tradizione cartacea e innovazione online”. Giornalista pubblicista dal 2013, è attualmente iscritto al Master in Giornalismo dell’Università di Bari. Amante del calcio e juventino doc, ha lavorato come addetto stampa per la squadra di calcio del proprio paese e, dopo aver collaborato con Calciomercato.com (sito allora diretto da Xavier Jacobelli), da un anno impegna i propri weekend indossando cuffia e microfono per raccontare ciò che accade sui campi della Lega Pro. Nel maggio del 2015 ha partecipato, in qualità di speaker, alla realizzazione della fase interna della Gazzetta Cup (torneo di calcio giovanile patrocinato dalla Gazzetta dello Sport) e un mese più tardi ha fatto parte dello staff della finale nazionale svoltasi allo stadio Olimpico di Roma. Altre passioni: la lettura, la fotografia, i social network (dategli un tweet da scrivere e vi solleverà il mondo!), la buona cucina e la buona musica. La serata perfetta è quella in cui ci sono le ultime due cose citate, magari con l’aggiunta della giusta compagnia e di un buon bicchiere di vino

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