Spettacolo

Sognatrice coi piedi per terra
Valeria Farinacci si racconta

Sognatrice coi piedi per terra
Valeria Farinacci si racconta
Bianca Chiriatti

Nell’ultima edizione del Festival di Sanremo ha portato il brano “Insieme”, in gara nella sezione Nuove Proposte. Oggi Valeria Farinacci, 23 anni, di Terni, si divide fra le sue grandi passioni, il canto e le lingue straniere (si è laureata da poco), e si sta preparando a portare in giro la sua musica in tutta Italia.

Ma alla fine Sanremo ti ha cambiato un po’ la vita?

V.F. «Un po’ sì. Io poi sono completamente esordiente, sono passata dal niente al tutto, dall’essere sconosciuta al rispondere a centinaia di interviste. L’ impatto è stato fortissimo. Ho sempre cantato, per hobby, ma ora vengo chiamata artista. C’è tanta emozione, ma anche tanta voglia di lavorare

Cosa hai provato quando Carlo Conti ha annunciato che avresti partecipato al Festival?

«Un’emozione fortissima, anche perché il mio nome è stato il primo a essere annunciato. Ho pensato che stava succedendo davvero, quasi non ci credevo. Poi ovviamente l’altro momento di forte impatto è stato quando sono salita sul palco a cantare, mi è piaciuto il dialogo col pubblico e la reazione positiva. Significa che il mio messaggio è arrivato»

Che atmosfera c’era dietro le quinte con gli altri Giovani e con i Big?

«Il clima con gli altri giovani è stato fantastico, al di là della competizione. Qualcuno la sentiva un po’ di più, ed è giusto così perchè comunque era una gara. Però è stato un piacere condividere quest’esperienza con dei giovani così validi. Poi sono stata sorpresa dal fatto che abbiamo avuto modo di confrontarci con i Big, ho parlato con Paola Turci, con Fabrizio Moro, mi hanno dato dei consigli. Ero convinta che noi saremmo stati relegati in un angolo!»

Tu per chi facevi il tifo?

«Al primo ascolto mi ha colpito moltissimo il pezzo di Michele Bravi. Mi è piaciuto come si è comportato sul palco, la sua gestualità, do molta importanza a come uno comunica, al di là dei tecnicismi. Mi ha sorpreso anche che sia tornato dopo due anni, i talent a volte sono un’arma a doppio taglio, è stato un bel ritorno. E poi anche il pezzo di Ermal Meta era incredibile, mi ha emozionato tanto»

Il tuo percorso è stato principalmente di studio. Hai mai pensato di partecipare a un talent?

«In realtà quando ero più piccola ho fatto anche un provino, ma non è andata bene. Da lì ho capito che non faceva per me: preferisco una strada più tortuosa e impegnativa. Anche dopo Sanremo non è che abbiamo la strada spianata, il cammino va costruito tassello per tassello. Se tornassi indietro, rifarei lo stesso percorso»

E questo percorso ora cosa prevede?

«Voglio portare la musica in giro per l’Italia, con il mio progetto inedito, che porta il titolo del brano sanremese, “Insieme”. Il sogno di costruire una carriera c’è, la passione c’è, e anche la voglia di mettersi in discussione. In questi giorni stiamo organizzando le date del tour, a breve pubblicherò tutto sui miei profili social»

Valeria Farinacci ascoltatrice: cosa c’è nel tuo iPod?

«Tanti generi diversi, mi piace spaziare. Ho gusti esterofili, ma non trascuro grandi interpreti del cantautorato italiano. Ascolto Drake, Beyoncé, Kanye West, Adele, The XX, ma anche Arisa, TheGiornalisti, Brunori Sas. Penso che ascoltare la musica sia come leggere un libro: non prediligo un unico genere letterario, si perde il bello della lettura>>

Come hai iniziato a cantare?

«I miei genitori hanno una grande passione per la musica. Ho iniziato con le colonne sonore Disney, ero affascinata dalle canzoni dei cartoni animati, poi crescendo ho iniziato a prendere lezioni di canto>>

E sei diventata allieva del CET di Mogol. Cosa ti ha insegnato quest’esperienza?

«Dal Cet in poi è cambiato il mio modo di ascoltare la musica, soprattutto quella italiana. Mogol mi ha trasmesso l’amore per le emozioni e la comunicazione, piuttosto che per i testi. E mi ha insegnato la differenza tra cantante e artista: un cantante sale sul palco e pensa alle note alte, a dimostrare qualcosa; un artista racconta una storia. Sempre grazie al Cet sono cambiati anche i miei gusti musicali: alle canzoni straniere ho aggiunto tanta bella musica italiana, tanti testi d’autore>>

Hai vissuto anche a Londra per un periodo. Come ascoltano la musica gli inglesi rispetto agli italiani?

«Gli inglesi vivono prediligendo il gioco con le sonorità piuttosto che i testi. In Italia è ancora fondamentale che una canzone abbia qualcosa da dire e un messaggio potente. Il pubblico italiano è ancora legato al contenuto del brano, quello inglese è già andato oltre>>

Sei ancora molto giovane, ma già con le idee chiare. Hai idea di dove sarai fra dieci anni?

«Avrò 33 anni, sicuramente continuerò a coltivare le mie due grandi passioni, la musica e le lingue straniere. Forse lavorerò come traduttrice nei musei, dato che sono appassionata, oppure farò musica a livello professionale. Di sicuro continuerò a farla per passione, non so se riuscirà a diventare un lavoro, sogno ma ho i piedi ben saldi per terra>>

Spettacolo
Bianca Chiriatti
@biancaberry88

Classe 1988, leccese, praticante giornalista. Attualmente iscritta al Master in Giornalismo di Bari, la sera mette via occhiali e iPad e si esibisce cantando nei locali con suo papà. Mancina, interista, logorroica, sogna di poter vivere parlando e scrivendo di musica e spettacolo, anche se per amore ha cominciato ad appassionarsi di tecnologia e innovazione. Già nello staff di TedxLecce e Medimex, sguazza con piacere nel mondo dei social network, specialmente di Twitter, grazie al quale si è guadagnata diverse ospitate in radio, la pubblicazione di un racconto e una tesi di laurea sul magazine Rolling Stone, redatta insieme a due critici musicali di Repubblica. Fra i suoi scheletri nell’armadio ci sono la paura degli insetti e un video su YouTube da più di un milione di visualizzazioni, in cui fa un’esibizione di cup song insieme a sua sorella Martina. Ah, occhio a parlare in inglese in sua presenza: è laureata in Lingue e spietata quando c’è da correggere una pronuncia.

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