Inchieste

Bari, “foglio di via” per attivisti politici e ricercatori universitari

Bari, “foglio di via” per attivisti politici e ricercatori universitari
Annarita Amoruso

La questura del capoluogo pugliese intensifica le misure di sicurezza contro la criminalità. Ed espelle tre attivisti politici e un ricercatore universitario per l’occupazione di Villa Roth, di proprietà della Provincia

 

Avviso di “foglio di via” a quattro residenti a Bari in attesa di giudizio per l’occupazione di Villa Roth. Mentre in Senato si discuteva del “Daspo urbano” (le norme di espulsione dalle città, previste dal decreto legge Minniti, approvato oggi) a Bari la Questura ha anticipato i tempi notificando a quattro persone l’allontanamento dal capoluogo pugliese motivando l’“espulsione” con il fatto che nel 2012 “si impossessavano di energia elettrica per l’impianto di Villa Roth”, sottraendola all’Enel.

Il “foglio di via”

Tecnicamente è una “comunicazione di avvio del procedimento amministrativo”, in questo caso firmato da Francesco Favuzzi primo dirigente della questura di Bari, che avverte i destinatari dell’imminente ricezione del “foglio di via”. Dieci giorni per far preparare ai riceventi le memorie, ossia i documenti e le osservazioni necessarie per mettere in piedi la propria difesa. Dopo 30 giorni dal ricevimento della prima comunicazione, il “foglio di via” diventa esecutivo e può essere impugnato dinanzi al Tar, spendendo, per le tasse, non meno di 700 euro.

Ma chi riceve il “Foglio di via”? Sono “coloro che debbano ritenersi, sulla base di elementi di fatto, abitualmente dediti a traffici delittuosi; coloro che per la condotta ed il tenore di vita debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose; coloro che per il loro comportamento debbano ritenersi – sulla base di elementi di fatto, comprese le reiterate violazioni del foglio di via obbligatorio di cui all’articolo 2, nonché dei divieti di frequentazione di determinati luoghi previsti dalla vigente normativa – “dediti a commettere reati che offendono o mettono in pericolo l’integrità fisica o morale dei minorenni, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica”(art. 1 del Decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159). Il decreto legge 159/2011 elenca nel dettaglio gli articoli del codice di procedura penale che si possono invocare per motivare l’espulsione. E sono reati che delineano mafiosi, assassini, terroristi, sovversivi dello Stato e fascisti “conclamati”, (art. 4 dello stesso decreto).

Il caso barese

Le quattro persone che a Bari hanno ricevuto il “foglio di via” non potranno più rientrare nel Comune e nelle sue frazioni per i prossimi tre anni. Un vero e proprio esilio motivato solo dall’accusa di “furto di energia elettrica e di acqua” aggravato dal fatto che per farlo hanno rotto un contatore. Paradossale se si pensa che nel centro di Bari si sospettano numerosi allacci abusivi alla rete Enel, anche da parte di esercizi commerciali. Tra gli “indesiderati” anche un ricercatore dell’Università di Bari: per questo alcuni docenti si stanno attivando per una raccolta firme.

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Documento1: avviso foglio di via, questura di Bari

Il collettivo di soccorso “NonsoloMarange” si sta attivando per difendere e sostenere economicamente il ricorso alla giustizia amministrativa dei quattro cittadini accusati. Intanto è stata lanciata dalla stessa associazione una campagna sui social: #semicaccinonvale , che nei prossimi giorni, inoltre, darà vita a presidi e dibattiti nella città di Bari.

Villa Roth

Secondo il decreto legislativo del 22 gennaio 2004 n. 42 e s.m.i., recante “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, validato l’8 marzo 2013, Villa Roth  è un immobile “dichiarato di notevole interesse pubblico” (ai sensi degli articoli 136 e 157 del Codice). <<La villa – riporta il documento –  è una pregevole costruzione ottocentesca con un giardino la cui alberatura comprende pini, cipressi, ulivi, leguminose, attigua a Villa Grassi e prospiciente Villa Luisa e Villa Giordano situate nella stessa strada (Via Celso Ulpiani 113) e che costituisce un episodio degno di essere tutelato per le sue caratteristiche architettoniche e ambientali>>. 

<<Il 26 Novembre 2011 precari, studenti, senza fissa dimora, migranti, artisti e musicisti, si sono organizzati ed hanno deciso di prendere possesso di questa struttura per “soddisfare con un solo gesto le diverse esigenze di questo nuovo collettivo”>>, riporta il blog ufficiale.  <<Era il bisogno di una casa propria in cui vivere dignitosamente[ …] la necessità di avere una sede politica per le proprie assemblee e iniziative, e la possibilità di organizzarsi per espandere il conflitto, perché la politica delle istituzioni non ci rappresenta – si legge ancora nella presentazione degli occupanti –  uno spazio sociale in cui produrre spettacoli, concerti, corsi che mettano in campo le nostre competenze,  cene e tutto ciò che si è riusciti a realizzare per soddisfare il bisogno di socialità che è proprio di ogni essere umano. Perché un’occupazione è tutto questo: casa, politica, socialità>>.  

Il “Daspo urbano”

E’ un decreto legge di iniziativa governativa, proposto dal ministro dell’Interno Minniti (Pd) il 20 febbraio scorso. 

Il testo, già approvato dalla Camera il 16 marzo e passato al Senato il 17, prevede “disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”, ed è “convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge”. 

Da oggi, il cosiddetto “decreto sicurezza”, approvato dal Senato, è legge.

A Bari dunque possiamo tirare un sospiro di sollievo: tutti i “cattivi”, verranno espulsi. Non solo chi occupa una casa di proprietà pubblica e abbandonata, qual è Villa Roth. Anche i mafiosi qui non metteranno più piede. Statene certi.

La Redazione del Master di Giornalismo di Bari

SOMMARIO

Bari, “foglio di via” per attivisti politici e ricercatori universitari a cura della redazione Mediaterraneonews del Master in giornalismo di Bari

#SeMiCacciNonVale a Bari. Presidio in difesa dei ”colpiti dalla repressione” di Tommaso Felicetti e fotoreportage a cura di Annarita Amoruso

#SeMiCacciNonVale, i volti dietro agli striscioni di Paolo Cocuroccia

“Decreto sicurezza”: il voto dei parlamentari pugliesi, tra non votanti e contrari di Vincenzo Murgolo

“INDESIDERATA A CASA MIA” di Annarita Amoruso

Di Chio: da Napoleone al foglio di via, la sociologia della repressione di Luca Losito e Vincenzo Murgolo

Il “daspo urbano”: il nuovo volto dell’ostracismo di Davide Impicciatore

Come impugnare il “foglio di via” di Annarita Amoruso

Il palcoscenico di Villa Roth. Da Elio Germano a Giò Sada di Bianca Chiriatti

Villa Roth: la storia di Maila Daniela Tritto

Villa Roth, il bene pubblico rimosso di Graziana Capurso

Dal G7 ai “fogli di via”: le misure di sicurezza a Bari sono pronte di Annarita Amoruso, Graziana Capurso, Tommaso Felicetti

Inchieste
Annarita Amoruso
@AnnaritaAmoruso

Annarita Amoruso di Loseto, quartiere che per la distanza può essere definito periferico, ma che in realtà appartiene ancora al Comune di Bari. Danzatrice dai 5 ai 23 anni, dal ventesimo anno ad oggi (dopo aver esplorato ogni evoluzione e trasformazione dei sensi legata alle emozioni della danza) ha deciso di dedicarsi al suo futuro lavoro, ovvero quello di giornalista. Laureata in scienze della comunicazione e attualmente praticante del Master in Giornalismo di Bari, cerca di affrontare ogni singola giornata come fosse l’ultima. Testarda quanto basta, schietta in abbondanza, sognatrice illimitata. Tende ad unire piuttosto che dividere, dotata di un forte spirito di gruppo. Punti critici: impulsiva, testarda, eccessivamente sensibile.

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