Inchieste

Il palcoscenico di Villa Roth
Da Elio Germano a Giò Sada

Il palcoscenico di Villa Roth
Da Elio Germano a Giò Sada
Bianca Chiriatti

“Tutto per tutti, niente per noi”, il motto degli animatori culturali di villa Roth, spazio espressivo nel cuore di Bari

Cos’hanno in comune l’attore Elio Germano, lo scrittore croato Maksim Cristan, il cantautore di musica irlandese Paddy e il vincitore di X Factor 2015, il barese Giò Sada? Le loro carriere, in un modo o nell’altro, sono passate da Villa Roth, l’antica residenza ottocentesca del quartiere San Pasquale di Bari, che dal novembre 2011 è stata occupata da gruppi di precari, studenti, senza fissa dimora, migranti e artisti che si sono organizzati e hanno deciso di prendere possesso della struttura. L’obiettivo, come riporta il blog ufficiale villarothoccupata.noblogs.org, era quello di “avere uno spazio sociale in cui produrre spettacoli, concerti, corsi, assemblee. Una casa in cui vivere dignitosamente, una sede politica per le iniziative”.

Ogni martedì e giovedì, da sei anni, Villa Roth si trasforma in Osteria Popolare (con soli 7€ si può gustare una cena completa), o propone aperitivi conditi da esibizioni di artisti. E sul “palcoscenico” della villa occupata ne sono passati tanti, di tutti i generi. Come l’attore romano Elio Germano, che verso la fine degli anni ’90 ha fondato con gli amici Matteo e Christian le “Bestierare”, un gruppo rap che si esibisce su basi suonate da un dj e che il 27 luglio 2013 ha “chiuso” la stagione estiva di Villa Roth. Dove ovviamente hanno trovato spazio tante performance di artisti baresi, come Paddy, nome d’arte di Giuseppe D’Aucelli, che più volte, dal 2013 ad oggi, ha portato alla villa il suo show “Tales from a lonely Irishman”. Un omaggio alla tradizione irlandese a base di banjo, chitarra acustica e danze che danno la sensazione di essere in un Irish pub.

Un altro barese “d’adozione” grande amico di chi frequenta Villa Roth è Maksim Cristan, scrittore e musicista 50enne, che è nato a Pola (Croazia), ma ha vissuto anche a Bari. Sul palco della villa ha portato nel 2014 il suo spettacolo, “Maksim con la Spada”, titolo che gioca col cognome della sua partner di scena, Daria Spada. Autore del romanzo “Fanculopensiero”, edito da Feltrinelli, si è esibito anche al Festival di Internazionale di Ferrara con una lettura “cantata” di suoi brani. Sicuramente, tuttavia, il barese più famoso che si è distinto fra chi è passato da Villa Roth è Giò Sada, vincitore dell’edizione 2015 di X Factor. Già nel 2013, il cantante barese ha dichiarato di essere tra gli habitué della casa del quartiere San Pasquale, e in un video su Youtube dal titolo “Sfogo di un barese qualunque esasperato” non ha risparmiato critiche nei confronti di chi si è opposto all’occupazione di Villa Roth: <<Era l’unico posto in cui possiamo ospitare chi non ha una casa, dargli da mangiare, organizzare concerti ed eventi culturali per i giovani. In tutta Europa ci sono centri sociali gratuiti e qui non c’è niente>>.

Oggi Villa Roth continua a essere palcoscenico di eventi e concerti, e non solo. In un dossier di 34 pagine stampato e distribuito a Bari si possono leggere tutti i vari tipi di attività che la villa ha ospitato e organizzato in questi anni. Dalla creazione di un orto sociale, in cui ognuno aveva il suo pezzettino di terra da zappare e dove coltivare la verdura, alle attività per i bambini, tra pittura, calcetto e laboratori di teatro. Dai festival musicali ai mercatini delle autoproduzioni, dove agricoltori, artigiani, artisti e creativi potevano vendere i loro prodotti. Dossier che si conclude con quello che gli abitanti di Villa Roth hanno scelto come il loro motto, “Todo para todos, nada para nosotros”. “Tutto per tutti, niente per noi”.

Inchieste
Bianca Chiriatti
@biancaberry88

Classe 1988, leccese, praticante giornalista. Attualmente iscritta al Master in Giornalismo di Bari, la sera mette via occhiali e iPad e si esibisce cantando nei locali con suo papà. Mancina, interista, logorroica, sogna di poter vivere parlando e scrivendo di musica e spettacolo, anche se per amore ha cominciato ad appassionarsi di tecnologia e innovazione. Già nello staff di TedxLecce e Medimex, sguazza con piacere nel mondo dei social network, specialmente di Twitter, grazie al quale si è guadagnata diverse ospitate in radio, la pubblicazione di un racconto e una tesi di laurea sul magazine Rolling Stone, redatta insieme a due critici musicali di Repubblica. Fra i suoi scheletri nell’armadio ci sono la paura degli insetti e un video su YouTube da più di un milione di visualizzazioni, in cui fa un’esibizione di cup song insieme a sua sorella Martina. Ah, occhio a parlare in inglese in sua presenza: è laureata in Lingue e spietata quando c’è da correggere una pronuncia.

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