Inchieste

#SeMiCacciNonVale, i volti dietro agli striscioni

#SeMiCacciNonVale, i volti dietro agli striscioni
Paolo Cocuroccia

Tra le storie e i racconti dei partecipanti al sit in contro i fogli di via

 

Siamo a Bari, al sit che contesta l’avvio al procedimento di allontanamento a quattro militanti, per l’occupazione di Villa Roth. Fatti di sei anni fa. Anita è una studentessa di Liceo, con gli occhi grandi e pieni di speranza: “Non è giusto. Spero che venga cancellato questo procedimento. Villa Roth era piena di immondizia e topi. Questi ragazzi l’hanno solo resa un luogo più accogliente”. Un luogo dove la cultura, l’arte e la politica si fondono in un unico grande discorso. E Anita è una di quelle che si ostina a volerlo continuare questo discorso.

Esattamente come tutte le persone presenti al sit in, che non sono militanti 24 ore su 24. Hanno vissuti da raccontare. Storie di passioni, di interessi, di vita vera. Al di là della militanza. Prendiamo Pietro, informatico, 30 anni. Il primo che mi viene incontro.
Gli parlo subito del mio progetto: fare delle foto a qualche volto della manifestazione. Scavare nella vita dei presenti, per far vedere gli “individui” dietro agli striscioni e agli slogan. Non politici di professione o militanti a una dimensione.
Pietro torna a consultarsi dai suoi. Il messaggio che ricevo è chiaro e semplice: “Non soffriamo di protagonismo e siamo contro ogni tipo di personalismo. Preferiamo che fai delle foto generiche al sit, senza prendere le singole facce, raccogliendo bensì il tutto”. Un unico grande racconto, senza andare nel personale. Una storia collettiva, che raccolga una visione d’insieme, piuttosto che il singolo particolare.

L’atmosfera è densa, di colori, emozioni, risate e anche di momenti di riflessione. Si parla molto, di quello che è stato e di quel che sarà. E’ un connubio tra inguaribili ottimisti e tristi realisti: loro non ammettono mai di essere pessimisti. E dicono sempre “l’avevo detto io”. Ma c’è la clown army a tirare su il morale. La clown army è un “corpo speciale” di clown, che assolda irriverenti antimilitariste da tutta Italia. Vado a chiedere alle due ragazze vestite da clown com’è la situazione e mi rispondono in modo marziale che è arrogante da parte mia far domande. Così mi arrestano seduta stante e mi portano davanti alle forze dell’ordine, dicendo che faccio troppe domande. E finalmente una risata se la fanno anche loro, smettendo per un attimo di prendersi sul serio, con le loro imponenti divise.

Eppure le domande che i manifestanti si fanno sono tante:

perché a sei anni dall’occupazione di Villa Roth vengono notificati dei daspo?
Perché viene tutto alla luce a tre anni dalla fine delle indagini?
La questura non lo ammetterà mai – dicono alcuni ragazzi – ma i daspo a quei ragazzi sono stati notificati per il G7 finanziario a Bari.

Questo non è un caso locale. Il decreto Minniti svela le carte.
Guarda caso – fanno notare altri – esce proprio in concomitanza del G7 barese. E adesso arriverà il G7-Ambiente a Bologna. Quanto scommettiamo – rilanciano – che ci saranno daspo anche nel Bolognese?

Queste sono prove generali di come in Italia verranno gestiti i rapporti con la sinistra antagonista.
E il sit in della settimana scorsa a Bari è una romantica testimonianza di resistenza. “Potranno recidere tutti i fiori – diceva Pablo Nerduda – ma non impediranno mai alla primavera di tornare”.

Inchieste
Paolo Cocuroccia

Romano da sette generazioni, caustico, autoironico e con una vena di romantica follia, ha fatto il mediatore culturale fino al 2009, quando viene coinvolto da Bocconetti e Sansonetti nella redazione de Gli altri. Laureato alla Sapienza di Roma con una tesi in modelli di democrazia digitale, collabora con Huffington Post di Lucia Annunziata. Da sempre affascinato dall'estero, è stato diversi anni delegato ufficiale all’internazionale pirata, inviato negli States per conto di "Tutto mercato web" e "Tennis World Italia", addetto stampa del servizio civile austriaco e tuttora Camp leader e formatore nel servizio civile internazionale.

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