Reportage

Milano, fermata Cimiano: due mesi all’agenzia LaPresse

Milano, fermata Cimiano: due mesi all’agenzia LaPresse
Davide Impicciatore

ReportStage, il tirocinio di un praticante nella prima agenzia di stampa e multimediale d’Italia

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Milano, fermata Cimiano. A un paio d’isolati dalla stazione della metro M2, in via Palmanova, ci sono un cancello e una ripida discesa (o salita, se fatta al contrario). Qui una serranda alzata e un’insegna di metallo con scritto “LaPresse”.

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Dopo essere entrati e aver accennato un timido “buongiorno”, io e la collega Graziana, veniamo accolti da una bionda signora: è Alessandra, la “tuttofare” della redazione.

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Ci presentiamo e con lei aspettiamo di essere ricevuti dal direttore, Vittorio Oreggia. Il tempo fuori non è granché: c’è il sole ma anche un venticello fresco. Nei giorni prima ha piovuto molto e il cielo è stato quasi sempre grigio. Non di certo un buon biglietto da visita per Milano. La stanza del direttore è spoglia ed essenziale. Una scrivania vuota, qualche sedia da ufficio e il tavolo con tre monitor. Insieme a Oreggia ci sono anche Silvia, Valentina e Chiara, i tre “angeli” della redazione testuale. Dopo poco arriva anche Vito, il responsabile del settore video ed ex vicedirettore sotto la precedente gestione di Antonio Di Rosa, ora vicepresidente.

“Benvenuti a LaPresse ragazzi” esordisce il direttore, che continua: “Grazie per essere qui, sappiate che abbiamo bisogno di voi e che purtroppo il tempo che avete per imparare è zero”. Poche parole, ma cariche di responsabilità e fiducia. Dopo i convenevoli, io e Graziana veniamo “divisi”: lei inizierà nella sezione testuale, io in quella video. Dopo una settimana, avremmo dovuto invertire i ruoli, ma lo faremo dopo due, e così sino alla fine dei due mesi di tirocinio.

I primi giorni, si sa, sono sempre di ambientamento. All’inizio mi son seduto accanto ai montatori (Melo, Enrico e Simone) e con loro ho imparato in poco tempo a usare Adobe Premiere. Poi, sempre seguito da Vito e a volte dagli altri colleghi di radio e tv, ho potuto scrivere, montare e pubblicare le videonews per il flusso e il sito di LaPresse, ma anche per i clienti come Corriere.it, Gazzetta.it, IlMattino.it e tanti altri. Fra i compiti che Vito mi assegnava c’era anche quello di “girare” le notizie del telegiornale di Canale 9 (fatto interamente dalla redazione dell’Agenzia), di cercare notizie “curiose” dal web e dall’estero, di tenere sotto controllo i social e i comunicati delle forze dell’ordine. L’orario di lavoro, scioperi dei trasporti permettendo, era sempre dalle 10 della mattina alle 6 del pomeriggio, e alcune volte anche di più. Il lavoro è stato tanto, sia sul piano quantitativo che qualitativo. E Vito – non me ne vogliamo gli altri colleghi – è stato un ottimo insegnante: da lui ho imparato molto, soprattutto a scrivere di cose in cui la “notizia” giornalistica non era subito chiara (ormai anche i “big” dell’informazione chiedono materiale video che produca click-baiting….).

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In foto, Vito e Melo concentrati sul lavoro. Nelle altre, la mia postazione video con i tre programmi fondamentali: Word, Adobe Premiere e il sistema editoriale di LaPresse.

E dopo le prime due settimane, ecco lo “switch”: io al testuale e Graziana al video. Qui non avevo “un” tutor, ma tutti i colleghi, a turno, mi aiutavano, suggerivano e correggevano. Cambio di postazione, ma sempre tanto impegno e attenzione.

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In foto Simone che lavora ad un ‘previsto’, un mio lancio di agenzia e diverse postazioni testuali.

Di solito al testuale mi occupavo del meteo (servizio indispensabile e importantissimo da pubblicare nel flusso il prima possibile) e di “spulciare” la mail di cronaca: dai comunicati dei carabinieri a quelli di Friuli Venezia Giulia e Lombardia (clienti di LaPresse), anche se i più frequenti erano quelli di Coldiretti, Enpa e carabinieri provinciali di Napoli. Più volte mi è capitato anche di scrivere focus e previsti (articoli più lunghi rispetto ai tradizionali lanci di agenzia, spesso brevi, sintetici ed essenziali). Anche nella sezione testuale come in quella video mi sono trovato molto bene e a mio agio. Vorrei citare tutti i colleghi – sempre gentilissimi, cordiali e affettuosi con me – che mi hanno seguito in questi due mesi, e coloro con i quali abbiamo scambiato esperienze, battute e preoccupazioni pre-esame di Stato, ma non è possibile.


LaPresse è una realtà giovane, dinamica e in continua crescita: un’eccezione nel panorama editoriale nazionale. Qui si fa agenzia, radio, tv e web. LaPresse è una fucina di talenti (tanti i giovani di qualità), ma è anche ritrovo di giornalisti celebri e con tanta esperienza. A LaPresse ho avuto anche l’opportunità e la fortuna di intervistare grandi (non solo d’età) colleghi. LaPresse è oggi la prima agenzia di stampa multimedia italiana a guida imprenditoriale. Produce notizie sotto forma di testi, immagini fotografiche e video, 7 giorni su 7 in tempo reale, 365 giorni l’anno, e fornisce i propri contenuti a oltre il 90% del mercato editoriale e broadcast in Italia. Nata a Torino negli Anni Trenta come Publifoto Torino, ha segnato la nascita del fotogiornalismo in Italia, grazie all’iniziativa e al talento dei primi grandi fotoreporter italiani: Fedele Toscani, padre di Oliviero, Silvio Durante, Vincenzo Carrese, Silvio Maresca. Negli Anni Novanta l’attuale presidente, Marco Durante, acquisisce gli archivi storici di Publifoto e, grazie anche all’esperienza di suo padre Silvio, fonda LaPresse con il fratello Massimo. Accanto alla consolidata attività di foto-reporting si introducono le videonews, per documentare gli avvenimenti con un codice di comunicazione sempre più contemporaneo. Progressivamente, si crea un sistema integrato di professionalità e competenze dedicato alla fotografia industriale, agli archivi storici, al coordinamento di immagine, alla valorizzazione visiva dei brand, sia a livello foto che video, mettendo a punto una piattaforma di servizi plasmati sulle esigenze di un mercato in costante evoluzione. Nel 2010, con l’accordo con Associated Press e la distribuzione esclusiva in Italia dei contenuti dell’agenzia americana, LaPresse diventa agenzia di stampa, completando il proprio bouquet di servizi di informazione con i notiziari e i contributi testuali dall’Italia e dagli esteri. Oggi, con tre redazioni a Torino, Milano e Roma, oltre 80 giornalisti e corrispondenti e la direzione di Vittorio Oreggia, LaPresse oltre ad essere il multimedia content provider di riferimento per editori, aziende e istituzioni, con una produzione qualitativa, completa, autorevole e tempestiva, è l’unica agenzia di stampa italiana a offrire una distribuzione internazionale dei contenuti unica, grazie alla propria rete di partner: Reuters (agenzia di stampa britannica leader globale nell’informazione e punto di riferimento mondiale per le notizie di carattere economico-finanziario, con 2.600 giornalisti, 200 sedi e una presenza in 91 Paesi), Xinhua (prima agenzia di stampa in Cina e leader in Asia, con oltre 2.500 giornalisti, 180 uffici nel mondo e 50 in Cina), EFE (prima agenzia di stampa al mondo in lingua spagnola e quarta in assoluto, con presenza in 120 Paesi) e Press Association (agenzia di stampa nazionale di Regno Unito e Irlanda).



Vittorio Oreggia, torinese, 53 anni, è il direttore di LaPresse, dopo essere stato per un anno vicedirettore dell’agenzia sotto la direzione di Antonio Di Rosa, ora vice presidente. Oreggia, laureato in Scienze politiche, ha lavorato 32 anni a Tuttosport, dove ha ricoperto i ruoli di inviato, vicedirettore, condirettore e direttore. Da inviato si è occupato di calcio (Juventus e Nazionale), Formula Uno e sport invernali, seguendo sette Mondiali, sei campionati Europei e una Olimpiade.



Antonio Di Rosa si laurea in Scienze politiche e debutta professionalmente sulle pagine del Giornale di Calabria. Nel 1978 è alla Gazzetta del Popolo, dove rimane fino al 1984, quando passa alla Stampa. Nel 1988 è al Corriere della Sera, dove diviene vicedirettore nel 1996, sotto la conduzione di Paolo Mieli. Nel 2000 succede a Gaetano Rizzuto alla guida del quotidiano genovese Il Secolo XIX, dove rimane fino al 2004, diventando prima direttore poi editorialista della Gazzetta dello Sport. Ha diretto l’agenzia LaPresse sino a febbraio 2017. È attualmente vice presidente della stessa agenzia.



Vito Romaniello è giornalista e storico-statistico del calcio. Ha pubblicato 37 almanacchi sul campionato italiano e 3 libri sulla storia del calcio. Ha collaborato con i quotidiani Tuttosport e La Stampa e le televisioni Stream, Rai, La7, Rosso Alice (per la quale ha seguito il Mondiale 2006), Dahlia e Mediaset Premium. Nel 2010 diventa direttore dell’agenzia giornalistica AGR-CNR Media che nel 2015 viene acquisita da LaPresse. Qui diventa vice direttore e responsabile della sezione radio-video.


Quelli a LaPresse sono stati due mesi belli, molto intensi ma anche molto gratificanti. Ho avuto l’opportunità di conoscere belle persone, ma soprattutto grandi professionisti. E soprattutto mi sono reso conto che quello dell’agenzia è uno dei lavori giornalistici più difficili perché la fonte per gli altri colleghi sei tu.

Foto 1: i colleghi della redazione economica, Marco e Lorenzo. Foto 2: la postazione per registrare giornali radio, videonews e telegiornali. Foto 3: l’area web. Foto 4: la redazione video (si noti il grande lavoro di Stefano, il primo a sinistra). Foto 5: Fabio impegnato nel montaggio. Foto 6: La redazione testuale. Foto 7: i locali redazionali. Foto 8: Luca che cerca di avere informazioni dai carabinieri per un lancio. Foto 9: questo posto mi mancherà. Foto 10: scatto finale prima di tornare a casa.

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Poi, in un pomeriggio di inizio luglio, ho ripreso lo stesso treno che due mesi prima mi ha portato nella “Milano delle possibilità”.

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E uscimmo a rivedere…il mare.

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