Reportage

Radio Capital, una “vox” per tutti

Radio Capital, una “vox” per tutti
Maila Daniela Tritto

INCONTRI…

Incontri, prima che interviste, saper cogliere ogni lato della persona che ha dialogato con me e che per alcuni minuti mi ha dato fiducia. Lo stage che ho svolto a Radio Capital a Roma, è stato soprattutto un lungo incontro (e poi confronto) con me stessa e gli altri.

Perché al di là del giornalismo quello che ho sviluppato in questo periodo è stato un modo diverso di ascoltare le storie (non sempre facili, a volte anche scomode) raccontate dalla gente.

Radio Capital sente la Cgil

Radio Capital sente la Cgil

Ma il mio obiettivo non è quello di partire dall’inizio. Questa volta no, voglio partire dalla fine: dall’ultimo giorno di stage (il 30 giugno). Toccava a me fare il turno serale (con chiusura dell’ultimo giornale radio alle 19, almeno per me). Arrivo in redazione e la prima cosa che mi hanno chiesta è stata di seguire due manifestazioni di protesta: una organizzata dall’Anpi e da rifondazione Comunista, l’altra da Casa Pound. L’obiettivo? Cercare di fare una vox decente nella quale potessero emergere due pensieri diversi su uno stesso argomento: la chiusura del presidio umanitario della Croce Rossa in via del Frantoio a Tiburtino III.

La manifestazione organizzata da Casa Pound

La manifestazione organizzata da Casa Pound

Da un lato striscioni in cui si leggeva “Tiburtino III dice basta”, dall’altro l’Anpi in marcia per lo Ius Soli, e un’Italia “antifascista” e “antinazista”.

 

La manifestazione organizzata da Anpi e Rifondazione comunista

La manifestazione organizzata da Anpi e Rifondazione comunista in occasione della chiusura di un centro di accoglienza della Croce Rossa

Due realtà ben distinte: il mio compito è stato quello di sentire tutti, per me indistintamente. Ma non è stata la prima volta che mi sono occupata di migranti, nossignore. Durante il mio percorso di stage (durato due mesi, dal 2 maggio al 30 giugno, così intenso che era già finito) ho avuto la possibilità di partecipare ad alcuni incontri organizzati dall’Unicef Italia a Montecitorio.

Un convegno a Montecitorio sui bambini migranti

Il convegno organizzato da Unicef Italia a Montecitorio sui bambini migranti

È stato là che ho incontrato Andrea Iacomini, portavoce Unicef con il quale mi sono confrontata su alcuni temi come i bambini “sperduti”, quelli che arrivano dall’altra parte del mondo e attraversano il Mediterraneo da soli senza i genitori, i centri di accoglienza, la mediazione culturale, la difficoltà di integrare i migranti nella nostra società. Una difficoltà tangibile che a volte non lascia spazio se non a lunghi dibattiti (e a manifestazioni, appunto).

Sono state tutte occasioni che mi hanno permesso di cogliere alcuni aspetti della realtà che ci circonda; opportunità per capire che oltre la cultura e lo spettacolo (gli ambiti che preferisco), c’è tutto un mondo dietro. E fra chi sta bene, chi vive in buone condizioni, c’è anche chi invece sta peggio. Sono le voci silenziose, gli occhi impauriti delle persone che toccano terra, una nuova terra che sperano possa accoglierli.

Sentire alcune di queste voci, persone che lavorano per loro, mi ha dato ancora una volta la consapevolezza che io voglio svolgere questo mestiere: sperando di poterlo fare al meglio, nonostante tutto, nonostante gli orari non certo flessibili, ma con la consapevolezza di ritornare alla propria postazione e avere qualcosa fra le mani da raccontare agli altri.

Certo, poi le mie aspettative sono state anche esaudite: non posso dimenticare la vox fatta in occasione del concerto di Ariana Grande al Palalottomatica di Roma (il 15 giugno), dopo l’attentato avvenuto a Manchester il 22 maggio. Ancora una volta fra le persone per ascoltarle, chiedere loro se si sentivano davvero sicure dopo quello che era accaduto a Manchester.

Al Palalottomatica di Roma per il concerto di Ariana Grande

Al Palalottomatica di Roma per il concerto di Ariana Grande

Ma il concerto di Ariana Grande non è stata l’unica chance per “ricongiungermi” con lo spettacolo. Ho, infatti, partecipato alla conferenza stampa di Spiderman Homecoming con Tom Holland e Jon Watts. L’ennesima storia su Spiderman, ma che mi ha fatto conoscere anche nuovi colleghi con i quali ho svolto un vero e proprio lavoro di squadra.

Conferenza stampa con Tom Holland e Jon Watts

Conferenza stampa con Tom Holland e Jon Watts

E poi, certo, fra scrivanie, uscite per le vox, interviste telefoniche, pezzi scritti e riscritti per l’immancabile messa in onda. Perché la radio è fatta di tempi: veloci, incessanti. E non importa se si è raggiunto un obiettivo (come avere una voce utile per un servizio), all’angolo c’è sempre un altro progetto o caso che aspetta. Ma in fondo il giornalismo è anche questo.

Radio Capital

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Maila Daniela Tritto

È nata il 25 ottobre 1987 a Venosa. Laureata in Scienze della comunicazione e in Informazione e sistemi editoriali all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Da sempre interessata ai Women’s Studies, ha scritto la sua tesi di laurea magistrale dal titolo: "Donne tra le lettere. Per una storia dell’editoria e dell’opinione pubblica nell’Europa moderna". Nutre una profonda passione per tutto ciò che riguarda la cultura: dalla letteratura al teatro, dal cinema alla fotografia. Ha scritto e scrive tuttora per alcune riviste specializzate nel settore culturale, come "ArtsLife". È inoltre interessata al giornalismo di moda. Per diverso tempo ha lavorato come editor e correttrice di bozze per una casa editrice di Milano.

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