Cronaca

‘Ndrangheta: quattro arresti tra i vertici della cosca Mancuso

‘Ndrangheta: quattro arresti tra i vertici della cosca Mancuso

Quattro arresti hanno decapitato i vertici della cosca ‘ndranghetista Mancuso, tra le più influenti della criminalità organizzata calabrese. L’operazione, denominata “Errore fatale”, si è svolta alle luci dell’alba di questa mattina e sono ancora in corso perquisizioni che coinvolgono le città di Catanzaro, Prato e Milano (dove è stato eseguito uno degli arresti). L’operazione è stata coordinata dalla polizia di Vibo Valentia e dalla Dda di Catanzaro.
Le quattro persone arrestate sono ritenute responsabili dell’omicidio di Raffaele Fiamingo, ucciso nel 2003 in una frazione di Vibo Valentia, e del tentato omicidio di Francesco Mancuso.
Uno dei quattro arrestati è Giuseppe Accorinti, 60 anni, presunto affiliato alla ‘ndrangheta, il 5 agosto dello scorso anno, a Zungri, tentò di portare in processione la statua della “Madonna della Neve”, pur essendo sotto sorveglianza speciale per precedenti di associazione mafiosa, estorsione, lesioni e violenza sessuale. Accorinti è considerato dalla polizia l’uomo dei Mancuso a Zungri.
Il secondo a finire in manette è stato Salvatore Poito, 55 anni, con precedenti per associazione mafiosa, usura, estorsione e favoreggiamento, è considerato il braccio armato della cosca. Poito sarebbe al vertice del clan La Rosa, alleato con i Mancuso.
L’intera operazione ha visto coinvolti più di 50 agenti ed è stata coordinata da Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro e capo della Dda.

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