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Il monito del Premier Libico al-Sarraj: “Pronti 800mila migranti verso l’Europa”

Il monito del Premier Libico al-Sarraj: “Pronti 800mila migranti verso l’Europa”

“Sul territorio libico ci sono 800mila migranti. Troveranno la strada verso l’Europa, e con loro si infiltreranno terroristi e criminali”. Un misto tra una minaccia e una richiesta d’aiuto. Sono le parole con cui Fayez al-Sarraj, il Presidente del Consiglio del Governo di Accordo Nazionale della Libia in carica dal 2016, ha provato a scuotere l’Europa perché condanni con maggiore forza l’offensiva del generale Khalifa Belqasim Haftar scatenata contro la capitale Tripoli.

Al-Sarraj ha incontrato ieri i giornalisti nel salone delle riunioni del governo. Ha chiesto più di semplici appelli al cessate il fuoco, ricordando quello che l’escalation del caos in Libia porterebbe all’Europa: una nuova crisi dei profughi. Un’evenienza che la Germania e soprattutto l’Italia, per la vicinanza geografica, vogliono evitare. La Francia al momento mantiene una posizione ambigua ma con Russia, Egitto, Emirati e Arabia Saudita tende ad appoggiare Haftar. Oggi il vicepresidente del consiglio libico, Ahmed Maitig, in visita a Roma, ha dichiarato: “Siamo in grado in difendere Tripoli e siamo determinati a farlo, e rispediremo le milizie di Haftar da dove sono venute”. Sia il Primo Ministro Libico che il suo vice hanno riferito di apprezzare la presa di posizione netta dell’Italia e il lavoro del Premier Conte per favorire una soluzione alla crisi. Ma le due anime dell’esecutivo italiano sono divise. Secondo Salvini: “Almeno 500 terroristi sono nelle carceri libiche e mai vorremmo vederli arrivare via mare”. Di Maio commenta: “800mila migranti non li fermi con le direttive”. Intanto, in Libia ancora si combatte. Le forze di Haftar hanno lanciato un contrattacco a sud di Tripoli e, secondo fonti dell’ANSA, i combattimenti proseguono violenti ad Ain Zara, 15km a sud-est della capitale, e nell’area dell’aeroporto internazionale a circa 20km.

Khalifa Belqasim Haftar, “l’uomo forte della Cirenaica”, è un ex comandante dell’esercito di Gheddafi, che dal 2011, dopo essere stato in esilio per 20 anni negli Usa, è tornato in patria per combattere prima lo storico dittatore e poi le forze islamiste. Grazie ai rapporti con le tribù locali si pensa che abbia il controllo della parte est del Paese, la Cirenaica appunto. Dall’inizio dell’offensiva delle sue truppe, lo scorso 4 aprile, sono oltre 170 i morti e più di 700 i feriti negli scontri, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, mentre l’Unicef parla di 7.300 bambini sfollati a causa della crisi.

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