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Groenen abbatte il muro svedese L’Olanda in finale contro gli U.S.A

Groenen abbatte il muro svedese L’Olanda in finale contro gli U.S.A

Le Leonesse arancio dell’Olanda del calcio femminile battono la Svezia ai supplementari e approdano alla finale del Mondiale. Basta il gol di Jackie Groenen, centrocampista del Manchester United, per fare la differenza e portare le ragazze campioni d’Europa in carica ad affrontare, domenica alle 17, gli U.S.A.

Ad attenderle, dunque, le vincitrici degli ultimi mondiali, le superstar statunitensi che in patria sono più seguite dei colleghi uomini, guidate da Alex Morgan e Megan Rapinoe: l’attaccante immarcabile e l’eroina dei diritti LGBT che si batte contro il sessismo del suo presidente Trump (non ha mai cantato l’inno in segno di protesta e ha annunciato che, in caso di vittoria, non andrà in visita alla Casa Bianca).

Non è stato facile per l’Olanda. Le “Oranje” sono la squadra con la maggiore tecnica individuale del torneo, che cerca sempre il gioco di qualità palla a terra. Per contrastarle le svedesi hanno messo in campo tutta la loro fisicità, riuscendo a guastare il gioco olandese con un pressing molto intenso. Tuttavia, le scandinave di mister Peter Gerhardsson si sono rese spesso pericolose, grazie soprattutto all’estro di “Kosse” Asllani (fantasista di origine kossovara) e alla qualità della Jakobsson. Proprio da uno spunto della numero 10 svedese è nata la prima occasione: dribbling secco a saltare il centrocampo arancione e palla alla Blackstenius libera, gran parata di Van Veenendaal. È stata sempre per la Svezia l’unica altra occasione del primo tempo, con un tiro della Hurtig da buona posizione. Nel secondo tempo, l’Olanda ha sostituito un’acciaccata Lieke Martens con Jill Roord, ex Bayern Monaco e neoacquisto dell’Arsenal.  Nella ripresa, grazie al talento di Danielle Van De Donk, un numero 10 di classe purissima sempre più raro nel calcio moderno, le Oranje sono riuscite a preoccupare la difesa avversaria. Ma sono state proprio le svedesi a sfiorare il vantaggio con un diagonale della Fisher, deviato sul palo con un grande intervento dalla Van Veenendaal. Non è stata da meno poco dopo la collega avversaria. La veterana Hedvig Lindahl ha calato la parata più bella del mondiale deviando sulla traversa un colpo di testa di Vivianne Miedema, l’attaccante dell’Arsenal miglior marcatrice della storia dell’Olanda con 61 gol in 80 presenze a soli 22 anni. Non succede molto altro fino al 90º.

Nei supplementari Van De Donk è parsa quella con più energie. Proprio da un suo spunto è nata la carambola al limite dell’area che ha portato, al 109º, la Groenen a trovare il gol vittoria con un preciso tiro dal limite. Le scandinave hanno reagito con orgoglio, ma la linea centrale guidata da Van Der Gragt e dalla Bloodworth ha deciso che non si passa. Una violenta pallonata al volto ha costretto la Asllani a lasciare il campo in barella (niente di grave per lei). Per la Svezia è stata la fine. Van de Sanden ha sprecato il gol del k.o. colpendo male a porta spalancata, ma è un errore che non ha pesato.

L’Olanda ha raggiunto la finale, per la prima volta nella sua storia, dopo una partita dura ed equilibrata. L’allenatrice Sarina Wigman, dopo aver vinto un Europeo scrivendo il proprio nome accanto a quello di Rinus Michels, l’unico altro allenatore che ha portato la nazionale a vincere un trofeo (l’Europeo 1988), può sognare insieme alle sue ragazze. Jackie Gronen è stata l’eroina del giorno: corona una prestazione di grande sacrificio e qualità con un gol che fa la storia. Cosa non da poco per chi sulle spalle porta proprio il numero 14, il più amato e conteso tra le rose di tutte le squadre olandesi, quello del simbolo del calcio, del “Pelè bianco” Johan Cruijff.

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