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Ex Ilva, impianti fermi dopo il nulla di fatto Per il 9 luglio fissato un nuovo vertice

Ex Ilva, impianti fermi dopo il nulla di fatto Per il 9 luglio fissato un nuovo vertice

Un colloquio di un’ora, quello avvenuto ieri al Mise tra il ministro del lavoro Luigi di Maio e i vertici AcelorMittal, ma l’incontro non ha portato ancora a una soluzione. Sul tavolo, la permanenza di AcelorMittal negli stabilimenti pugliesi o la prospettiva di una chiusura che si prospetta vicinissima – il prossimo 6 settembre ha annunciato l’azienda – se non sarà ripristinata l’immunità penale cancellata dal Governo con il Decreto Crescita. Intanto, i circa 1400 operai per i quali si prospetta la cassa integrazione, da ieri sono entrati in sciopero. Per i sindacati, il 75% della forza lavoro ha incrociato le braccia, mentre per l’azienda l’adesione allo sciopero si sarebbe fermata al 36 per cento.

“È il segnale che i lavoratori sono con il sindacato nel rivendicare quanto stabilito nell’accordo del 6 settembre 2018 al Ministero dello Sviluppo e nel voler gridare a tutti, nessuno escluso, che il rilancio passa solo da assunzione di impegni e responsabilità”, ha commentato Valerio D’Alò, della Fim Cisl.

Uno sciopero che però non si vedeva dal 2017 quando i lavoratori decisero di opporsi alla decisione del trasferimento dell’allora Ilva in ArcelorMittal. Ma in discussione non sono solo l’immunità e la cassa integrazione: il comune di Taranto ha presentato una istanza di riesame all’AIA, accolta dal ministro dell’ambiente Sergio Costa.

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