Cronaca

Commissione Parlamentare Antimafia: Pubblicati i documenti dal 1963 al 2001

Commissione Parlamentare Antimafia: Pubblicati i documenti dal 1963 al 2001
Claudio Carbone

“Di pomeriggio è disponibile solo una macchina blindata, il pomeriggio mi reco in ufficio con la mia automobile e ritorno a casa alle 21 od alle 22. Magari con ciò riacquisto la mia libertà utilizzando la mia automobile; però non capisco che senso abbia farmi perdere la libertà la mattina per essere, poi, libero di essere ucciso la sera”.
Così Paolo Borsellino in un’audizione dell’8 maggio 1984 alla “Commissione parlamentare sul fenomeno della mafia” denunciava le carenze dei mezzi a disposizione dei magistrati presagendo quello che sarebbe stato il suo destino.
La registrazione fa parte degli oltre 1600 documenti resi pubblici dalla Commissione parlamentare Antimafia. La commissione, infatti, ha deciso all’unanimità di procedere sulla via della trasparenza. «Un segnale di democratizzazione», ha detto il presidente Nicola Morra presentando l’iniziativa in Senato.
Salvatore Borsellino, fratello del magistrato, ha declinato l’invito a partecipare alla conferenza stampa, inviando una lettera a Morra nella quale esprime il suo disappunto per le verità a rate, ribadendo la necessità che vengano tolti i sigilli a tutti i documenti secretati, non solo sulla strage di Via D’Amelio ma su tutte le stragi di Stato.
“Mio fratello è stato ridotto ad un tronco carbonizzato senza più le gambe e le braccia, i pezzi di quei ragazzi (ndr: i componenti della scorta) sono stati raccolti uno ad uno… Ora, a 27 anni di distanza, non posso accettare che i pezzi di mio fratello, le parole che ha lasciato, i segreti di Stato che ancora pesano su quella strage, vengano restituiti ad uno ad uno”.

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