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Crisi Libia: Al-Serraj – Haftar, una lunga storia di guerra

Crisi Libia: Al-Serraj – Haftar, una lunga storia di guerra
Saverio Carlucci

Roma, 8 gen.- In Libia gli scontri tra le forze filogovernative di Fayez Al-Serraj e quelle che fanno capo al generale Khalifa Haftar hanno avuto origine dai moti di protesta del 2011 che hanno interessato i Paesi arabi Nordafricani, chiamati “Primavere arabe”. La rivolta contro la “monarchia” di Mu’ammar Gheddafi iniziò a Bengasi, secondo centro più popoloso della Libia dopo Tripoli. Il dittatore, in carica dal 1969, fuggì dai ribelli e si nascose nella sua fortezza a Sirte. Nel frattempo si costituì un consiglio nazionale di transizione (oggi guidato da Al-Serraj), subito riconosciuto dall’Unione europea e dalle Nazioni unite come governo legittimo. Non fu invece accettato dal generale Haftar. A questi si unì una folta guarnigione di soldati. La prima mossa del consiglio nazionale fu concedere la grazia a tutti i prigionieri politici. Gheddafi venne catturato e ucciso dai ribelli a ottobre del 2011. Nonostante il nuovo governo e la morte del dittatore le proteste non si placarono. Nel 2012 l’ambasciatore statunitense Christopher Stevens venne ucciso insieme ad altri tre funzionari dell’ambasciata. Nel 2014 Haftar attaccò per la prima volta i gruppi filogovernativi a Bengasi. L’attacco provocò la chiusura di tutte le ambasciate. Fu un ritiro difficoltoso poiché l’aeroporto di Tripoli era stato distrutto dagli scontri. Dopo l’attacco il presidente dell’Onu, Ban ki-moon, effettuò un primo e infruttuoso tentativo di conciliazione tra le forze in guerra.

Ancora nel 2014 la situazione in Libia si complicò ulteriormente poiché le forze militari di Daesh, l’autoproclamatosi Stato islamico (Isis), occuparono il porto di Derna, città nella parte orientale della Libia. Per un breve periodo gli scontri tra le truppe filogovernative e quelle di Haftar si attenuarono. Tra il 2015 e il 2016 le forze del governo di Al-Serraj, già indebolite dagli scontri contro Haftar, provarono a fronteggiare l’Isis senza riportare successi. A fine del 2016 questi ultimi occuparono Sirte. Nello stesso periodo i militari di Haftar presero il controllo dei terminal petroliferi installati nella parte orientale della Libia e cominciarono una nuova offensiva contro l’Isis. Dopo due anni di assenza i caschi blu dell’Onu furono inviati in Libia. Il 2018 è stato l’anno in cui le forze dell’Isis sono state indebolite. Il governo di Al-Serraj liberò Sirte, mentre le forze di Haftar cacciarono i militari di Daesh dal porto di Derna. Nel 2019 è ricominciato quindi il conflitto tra Tripoli e Bengasi, dove si trova Haftar. Il generale ha bombardato la capitale dove progressivamente è rimasto asseragliato il governo “riconosciuto” a livello internazionale.

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