Inchieste

Il quarto Forum delle Giornaliste del Mediterraneo

Il quarto Forum delle Giornaliste del Mediterraneo
Marìcla Pastore

“Creare ponti, abbattere muri: promuovere una riflessione sul ruolo delle reporter di frontiera, come presidio di Democrazia, dunque di Pace”

 

Da quattro anni in Puglia si celebra il giornalismo d’inchiesta, tutto al femminile.

Il “Forum delle Giornaliste del Mediterraneo”, nato nel 2016 da un’idea di Marilù Mastrogiovanni e organizzato da “Giulia giornaliste”, dà voce alle donne e alle giornaliste di tutto il mondo per costruire ponti sulla libertà d’informazione e distruggere i muri delle discriminazioni di genere.

Professioniste impegnate sui fronti di guerra, colleghe che si occupano di criminalità organizzata, hanno la possibilità di raccontare le proprie esperienze e di trasmettere il proprio coraggio grazie all’evento che viene organizzato, non a caso, durante il mese di novembre, in corrispondenza della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

L’obiettivo del Forum è costruire una rete internazionale per realizzare nuovi progetti al servizio delle giornaliste d’inchiesta e della libertà di stampa; valorizzare il lavoro delle reporter di frontiera, di periferia, territoriali, e promuovere il ruolo di “guardiane della democrazia”, women rights defenders.

Il tema della quarta edizione è provocatorio: “I diritti delle donne, sono diritti umani?” ed è stato spiegato attraverso le storie, i reportage e le testimonianze che dimostrano come questa domanda sia ancora in cerca di risposte.

Annunciate giornaliste e reporter indipendenti, chiamate a difendere i propri diritti di donne prima ancora della libertà di espressione, accanto a esperte, attiviste, scienziate e ricercatrici universitarie, tutte impegnate su diritti umani e “gender studies” nelle diverse sponde del Mediterraneo.

Taranto Brindisi e Bari le tappe del tour della tre giorni del quarto appuntamento, in cui si è discusso sulle emergenze del nostro panorama politico e sociale, attraverso gli sguardi delle donne. Alle relatrici il compito di narrare la loro “guerra” personale, per affermare il diritto a raccontare la lotta contro le discriminazioni e gli stereotipi.

In conclusione è stata presentata la ricerca “Tra Precarietà e minacce: lo stato dell’informazione in Puglia. Uno sguardo a ‘Sud’, di genere e generazionale sul fenomeno mondiale della pressphobia”, finanziata dal Corecom Puglia e realizzata dall’Università di Bari, in collaborazione con l’Ordine regionale dei giornalisti e Assostampa.

L’associazione Giulia (Giornaliste Unite Libere Autonome), da anni si occupa di restituire alle donne visibilità e riconoscibilità dei ruoli. Per questo al termine della due giorni è stato presentato un Protocollo d’Intesa per l’utilizzo del linguaggio di genere nei documenti della Pubblica amministrazione, chiamando a raccolta i massimi esponenti di Istituzioni, sindacati, mondo accademico e associativo.

L’importanza del saper scegliere e usare le parole giuste è uno dei principali obiettivi di Giulia: un linguaggio privo di stereotipi e declinato al femminile, al fine di modificare lo squilibrio informativo sulle donne; GIuLiA si batte affinché le giornaliste abbiano pari opportunità nei luoghi di lavoro, senza tetti di cristallo e discriminazioni.

“Che genere di notizia, Che genere di guerra. La voce delle donne dai luoghi caldi dei conflitti sociali, politici, religiosi, ambientali”. L’attenzione, quindi, si incentra sul doppio ruolo che svolge la giornalista: donna e testimone.

Raccontare le difficoltà per riuscire a ottenere le giuste cure di base per i bambini e per le loro madri, in luoghi con evidenti mancanze sanitarie, come ad esempio nel Corno d’Africa, implica che le giornaliste abbiano fatto esperienza sul posto, in prima persona, vivendo sulla propria pelle le criticità. O che si tratti di guerre dimenticate, come quella nello Yemen o in Sudan, di raccontare la mafia in provincia o la resistenza delle soldatesse curde, per arrivare ad un tema meno sanguinoso come quello che riguarda la disparità di genere nel mondo dello sport. Lo scopo è quello di cancellare il silenzio.

Inchieste
Marìcla Pastore
@https://twitter.com/Maricla11

Laureata in lingue e letterature straniere. Autoironica, sarcastica e fuori dagli schemi. Stakanovista e ambientalista, con un sogno troppo grande da lasciare in un cassetto: fare la giornalista. Amo lo sport, in particolare il calcio, ho una passione sfrenata per la Juventus. Immagino un mondo in cui l'informazione voli senza ostacoli e senza barriere. Credo nel viaggio, più in quello spirituale che fisico, ma il mio obiettivo è visitare (almeno) tutte le capitali del mondo, non necessariamente in una sola vita. Mi piace mangiare e un po' meno cucinare, ma la nonna è contenta lo stesso. Impazzisco per la poesia e per la musica che, ogni tanto, s'assomigliano.

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