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Trump presenta il “piano di pace”. Legittima l’occupazione israeliana

Trump presenta il “piano di pace”. Legittima l’occupazione israeliana

Gli insediamenti costruiti nel corso degli anni in Cisgiordania diventeranno parte del territorio israeliano e Gerusalemme resterà la capitale indivisa. Nessun luogo sacro cambierà gestione, nessuno dovrà abbandonare la casa dove vive. Sono questi, alcuni dei punti dell’accordo definito “del secolo” che ieri il presidente americano Trump ha presentato a Washington insieme al presidente israeliano Netanyahu. Ottanta pagine che, stando alle parole di Trump, rappresenterebbe l’unica soluzione per porre fine al conflitto tra Palestina e Israele, ma che di fatto legittima solo l’occupazione di Israele.

Lo Stato ebraico dovrà fare alcune concessioni territoriali, in particolare nell’area meridionale al confine con l’Egitto, che secondo la mappa disegnata dagli americani raddoppierà la zona sotto il controllo dei palestinesi. Inoltre si impegnerà a congelare i progetti di nuovi insediamenti per i prossimi quattro anni, allo scopo di non compromettere la possibilità di trovare un’intesa creando ulteriori conflitti sul terreno. Mentre è prevista la costruzione di un tunnel sotterraneo che metta in collegamento la Striscia di Gaza con la Giordania.

Forti e immediate sono state le proteste del mondo arabo; il presidente palestinese Abu Mazen ha definito l’accordo “uno schiaffo in pieno volto” ricordando a Trump che Gerusalemme non è in vendita. Da Betlemme a Ramallah fino a Gaza, le proteste hanno infiammato le città palestinese che hanno indetto nuovamente i “giorni della rabbia” – già nel 2017, quando l’ambasciata americana fu spostata da Tel Aviv a Gerusalemme, il mondo arabo aveva protestato.

Anche il Presidente turco Erdogan ha bocciato il progetto statunitense “Ignora i diritti del popolo palestinese” ha detto ieri in serata “e mina alla base le possibilità concrete di trovare una soluzione per la pace”; “La vostra causa è la nostra causa e la causa del popolo arabo e musulmano. Noi siamo con voi”, ha detto re Saudita al presidente dell’Autorità nazionale palestinese “la nostra politica è chiara. Non abbiamo rapporti con Israele e i titolari di passaporto israeliano non sono i benvenuti nel nostro regno”.29

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Speaker radiofonica e mangiatrice seriale di libri e serie tv, da sempre con il "pallino" della scrittura. Il giornalismo è ciò che mi permette di coniugare e approfondire i miei interessi, due in particolare: Medio Oriente e Gender Studies.

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