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Solita pazza Inter. Milan ribaltato 4-2

Solita pazza Inter. Milan ribaltato 4-2
Luigi Bussu

Il miglior Milan della stagione (per almeno un’ora) non è bastato. Il copione è quello della classica pazza Inter: sofferenza, rimonta e vittoria 4 a 2 nel derby agganciando la Juventus, sconfitta la sera prima a Verona, in testa alla classifica.

Il primo tempo è tutto del Milan. I rossoneri di mister Pioli hanno approcciato la partita in modo molto aggressivo, pressando l’Inter fin dentro la propria area di rigore per fermare l’uscita bassa dei nerazzurri, assegnata a Skriniar vista l’assenza di Bastoni. La squadra si è affidata a Ibrahimovic: un gol, un assist e il carisma per essere il riferimento tecnico ed emotivo capace di caricarsi i compagni sulle spalle. L’ intesa con Calhanoglu, suo compagno d’attacco libero di svariare su tutto il fronte offensivo, ha funzionato bene. Il turco è sfuggito spesso a Brozovic, colpendo anche il palo con un tiro da fuori. Sulle fasce, nella prima parte di partita, non c’è stata storia. Sulla destra Castillejo ha sovrastato Young e sulla sinistra Theo Hernandez e Rebic hanno avuto la strada libera, riuscendo più volte ad arrivare al cross dal fondo e a entrare liberi in area. Solo alcuni grandi interventi difensivi di Skriniar e De Vrij, oltre al palo, hanno evitato ai nerazzurri di chiudere il primo tempo con un passivo ancora più pesante del 2-0 firmato da Rebic e Ibrahimovic.

 

Il Milan è partito bene anche nella ripresa, ma un grande gol al volo da fuori di Brozovic ha tagliato le gambe ai rossoneri. Pochi minuti dopo Vecino ha trovato il pareggio, dopo una dormita generale della difesa milanista, che si è persa Sanchez, autore dell’assist. Per il Milan è stato il colpo del k.o. Neanche Ibrahimovic è riuscito a strigliare una squadra che ha mostrato i suoi limiti psicologici. Poco dopo De Vrij ha trafitto Donnarumma con uno spettacolare tuffo di testa, portando in vantaggio l’Inter da un calcio d’angolo di Candreva. Da lì in poi ci sono stati solo i nerazzurri in campo. Il subentrato Eriksen, arrivato nel mercato di gennaio dal Tottenham, ha dato qualche assaggio della sua classe in attesa di potersi esprimere al meglio, e colpito una traversa con un grande calcio di punizione. Pioli è intervenuto troppo tardi con i cambi: non ha fatto niente per la mancata reazione dei suoi allo svantaggio e i subentrati sono stati impalpabili. Nel finale Lukaku si è preso la soddisfazione di sovrastare Kjaer e siglare il 4-2, completando la rimonta in bellezza e rispondendo a Ibrahimovic nella sfida tra i grandi attaccanti.

L’Inter, dunque, si porta in testa alla classifica dopo un derby spettacolare. Non accadeva, dopo 23 giornate, dal 2010, l’anno del “triplete”. I nerazzurri sono stati bravi, e fortunati,  a restare in partita e a riaprirla con Brozovic, approfittando del calo psicologico degli avversari. Il Milan ha dimostrato ancora una volta di non essere una squadra solida a livello mentale (non vince un derby dal gennaio del 2016 e ha perso tutti gli ultimi quattro) e di dipendere troppo da Ibrahimovic. Pioli può, tuttavia, ripartire da quanto i suoi hanno fatto vedere nella prima ora di gioco per provare a centrare almeno la qualificazione alla prossima Europa League.

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Luigi Bussu
@luigi_bussu

Riservato ma ironico, sardonico, mi piace fare le cose nel miglior modo possibile, non lascio mai indietro nessuno. Sardo di Ollolai, paese nel centro della Sardegna, isola che mi resta tatuata nel cuore ovunque vada. Classe 1991, laureato in Scienze della Comunicazione a Sassari, fin da piccolo coltivo il sogno di fare il giornalista, essendo da sempre quello polemico e controcorrente. Giornalismo per me è mettere tutto in discussione. Le mie grandi passioni sono la politica, nazionale e estera, e lo sport. Sono tifoso dell’Inter, dell’Arsenal e del Cagliari. Partner di Fortunato, un cavallo anglo-arabo sardo che posseggo da dieci anni. Sono appassionato di musica. In particolare, apprezzo chi unisce strumenti tradizionali con sonorità punk o metal.

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