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Vasco Rossi difende l’Italia sul coronavirus: “Pochi casi negli USA? I tamponi costano 3.200 dollari”

Vasco Rossi difende l’Italia sul coronavirus: “Pochi casi negli USA? I tamponi costano 3.200 dollari”
Michela Lopez

“È arrivato anche in California… I casi accertati sono pochi? Anche perché i tamponi costano 3.200 dollari (sì, avete capito bene) e naturalmente pochissimi possono o potranno permettersi di farlo. Ecco spiegato il motivo per cui magicamente qui l’emergenza non è grave come da noi in Italia”, lo ha scritto Vasco Rossi sui social network, con tanto di foto con mascherina nera personalizzata.

Il Blasco si trova infatti in America, precisamente a Los Angeles (dove ha uno studio di registrazione di fiducia) e da lì manda un messaggio forte e chiaro, a difesa della sua nazione.
L’Italia negli ultimi giorni è stata additata dalla stampa internazionale come untrice per eccellenza, perché tanti dei casi individuati all’estero sono stati ricondotti a soggetti di ritorno dal nostro Paese. Prima il video francese sulla “pizza coronavirus”, poi servizi della CNN che indicavano l’Italia come focolaio numero 1 nel mondo. Una situazione che non ha fatto altro che peggiorare la credibilità italiana.
È proprio delle ultime ore però, lo studio, condotto da una equipe americana, che ha dimostrato che il primo contagiato europeo è stato in Germania. Si inizia quindi a scavare nella vicenda. L’altra linea da seguire è, per l’appunto, quella dei tamponi. In Italia, dicono molti esperti, il numero dei contagiati è alto perché sono stati eseguiti tanti controlli, cosa che negli altri Paesi non è stata fatta.
E Vasco conferma questa tesi: ad esempio negli USA la sanità privata garantirebbe le giuste cure solo alla minoranza fortunata che ha un’assicurazione sufficiente. Inoltre, stando alle fonti di stampa americane, nel Paese mancherebbero mascherine, tamponi e ventilatori meccanici per fronteggiare l’emergenza.
“Chissà quanti si sono già ammalati e lo saranno senza che la CNN o STRUMP si debbano preoccupare. Meditate gente…meditate!” ha concluso il rocker di Zocca, con il suo solito stile provocatorio.

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Michela Lopez

Classe 1993. Laureata in lingue all'Università degli studi di Bari "Aldo Moro”. La mediazione è l’essenza della comunicazione, sia a livello "interculturale" che a livello "intraculturale". La mia idea di giornalismo è ripresa perfettamente nel film The Post: “The press was to serve the governed, not the governors". Appassionata di spettacoli, cronaca e musica (Let' rock!)

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