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L’Europa si prepara ad affrontare la fase 2 Mentre gli anziani continuano a morire soli

L’Europa si prepara ad affrontare la fase 2 Mentre gli anziani continuano a morire soli
Cristina Mastrangelo

L’Europa si prepara alla fase 2. Se il continente è quello più colpito dal punto di vista del numero dei contagi, in queste ore il calo del numero dei decessi fa ben sperare. Da oggi, infatti, alcuni Paesi come la Germania e la Danimarca allenteranno le misure restrittive permettendo la riapertura di alcuni esercizi commerciali.
In Spagna, primo Paese europeo per numero di contagi, ieri sono stati registrati meno di 400 decessi in un giorno e probabilmente domani il premier Sanchez chiederà il prolungamento del lockdown fino al prossimo 11 maggio.
In Francia, dove il blocco totale terminerà proprio in questa data e le scuole verranno gradualmente riaperte, sono state trovate tracce minime di coronavirus nella rete idrica non potabile di Parigi. Si tratta di acqua in genere utilizzate per la pulizia delle strade, quindi dal Comune hanno fatto sapere che non c’è alcun tipo di rischio. Per precauzione però è stata comunque sospesa la fornitura. A fare la scoperta è stato il laboratorio di analisi che lavora proprio per la rete idrica comunale. Ancora, il Comune ha rassicurato i parigini sulla totale sicurezza dell’acqua potabile in cui non è stata rilevata alcuna traccia di Covid-19 e che, dunque, può essere tranquillamente consumata.
Notizie più drammatiche arrivano invece dalla Svezia dove, nonostante i numeri di contagi e decessi aumentino quotidianamente, il Governo non si è adeguato alle misure restrittive adottate in gran parte degli Stati colpiti dalla pandemia. Una strage silenziosa all’interno di ospizi e case di cura per anziani. Dei 1511 decessi registrati (su un totale di 14385 contagi), circa 500 sono anziani ospitati in queste strutture. Un terzo dei morti accertati, dunque. L’Agenzia per la salute pubblica di Stoccolma ha espresso preoccupazione e ha fatto pressioni sul primo ministro Stefan Lofven affinché annunci il lockdown. Dal canto suo, Lofven ha fatto pubblicamente mea culpa ammettendo di non aver fatto abbastanza, ma non è intenzionato a chiudere il Paese continuando ad affidarsi al buon senso dei cittadini.
Anche oltreoceano, in Canada, gli anziani ospiti di case di riposo sono quelli più colpiti dal coronavirus. Qui, un ospizio privato di Montreal è finito al centro di un’inchiesta dopo che, al suo interno, 31 ospiti sono morti a causa del coronavirus in poche settimane. Le autorità sanitarie del Quebec, una volta intervenute, hanno trovato una situazione tragica: il personale sanitario della struttura era infatti fuggito dopo lo scoppio dell’epidemia, abbandonando di fatto gli anziani, molti dei quali non autosufficienti. Gli ospiti sono stati trovati affamati e disidratati, alcuni per terra tra i propri escrementi perché dopo essere caduti non erano più in grado di rialzarsi. Due anziani sono stati trovati morti e il loro decesso non era stato neanche registrato.
Il proprietario dell’ospizio è poi risultato essere già stato condannato in passato per frode e traffico di droga, ora contro di lui pende una causa da 5 milioni di dollari intentata dai parenti degli anziani.

(Fonti: Agi.it, IlFattoQuotidiano.it)

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