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Niente sfiducia a Bonafede. Crisi di Governo scongiurata

Niente sfiducia a Bonafede. Crisi di Governo scongiurata
Luigi Bussu

Le due mozioni di sfiducia presentate ieri al Senato contro il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (Movimento 5 Stelle) sono state respinte. Non c’è stata, quindi, la crisi di Governo minacciata negli ultimi giorni da Matteo Renzi, leader di Italia Viva (partito che fa parte della maggioranza), considerata in ogni caso molto poco probabile. Secondo molti giornali in cambio dei voti Renzi avrebbe ottenuto diverse promesse dall’Esecutivo.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, martedì sera aveva incontrato e trovato un accordo con la ex ministra Maria Elena Boschi, rappresentante di Italia Viva. Renzi avrebbe ottenuto, secondo Il Corriere della Sera, “un ruolo maggiore nelle commissioni alla Camera, quando ci sarà il cambio delle presidenze oggi in quota Lega”. In particolare, Italia Viva punterebbe a far diventare Luigi Marattin presidente della commissione Bilancio, come ha riportato la Stampa. Inoltre, sarebbero state chieste garanzie sull’istituzione di una tavolo per la riforma della prescrizione e lo sblocco di fondi per progetti infrastrutturali e di edilizia bloccati.

Le due mozioni erano state presentate da +Europa e dal centrodestra. Quella del partito di Emma Bonino riguardava le gestione delle carceri e un incremento eccessivo dell’uso delle intercettazioni, oltre alla “negazione costante del fine rieducativo della pena, all’abrogazione di fatto della presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva”. È stata respinta con 158 no, 124 sì e 19 astenuti. La seconda mozione, invece, non è passata con 160 no, 131 sì e un astenuto e riguardava le scarcerazioni di alcuni boss mafiosi, trasferiti ai domiciliari, durante l’epidemia di coronavirus.

Da settimane Bonafede è oggetto di critiche a causa delle accuse del magistrato Nino Di Matteo, che in un intervento nella trasmissione televisiva “Non è l’Arena”, su La7, del 3 maggio aveva dichiarato che il ministro gli aveva negato la nomina a capo del Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) dopo aver ricevuto pressioni da alcuni boss in carcere. Bonafede aveva risposto sostenendo che all’epoca, nel 2018, non assegnò l’incarico a Di Matteo perché gliene aveva già proposto un altro, che il magistrato aveva accettato. L’incarico di capo del Dap era poi andato al magistrato Francesco Basentini, che qualche settimana fa si è dimesso dopo le polemiche per le rivolte nei penitenziari.

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Luigi Bussu
@luigi_bussu

Riservato ma ironico, sardonico, mi piace fare le cose nel miglior modo possibile, non lascio mai indietro nessuno. Sardo di Ollolai, paese nel centro della Sardegna, isola che mi resta tatuata nel cuore ovunque vada. Classe 1991, laureato in Scienze della Comunicazione a Sassari, fin da piccolo coltivo il sogno di fare il giornalista, essendo da sempre quello polemico e controcorrente. Giornalismo per me è mettere tutto in discussione. Le mie grandi passioni sono la politica, nazionale e estera, e lo sport. Sono tifoso dell’Inter, dell’Arsenal e del Cagliari. Partner di Fortunato, un cavallo anglo-arabo sardo che posseggo da dieci anni. Sono appassionato di musica. In particolare, apprezzo chi unisce strumenti tradizionali con sonorità punk o metal.

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