Misure anti-Covid troppo rigide
I cinesi ora scendono in piazza

di Cesare Zampa

I manifestanti hanno invocato le dimissioni di Xi Jinping dopo la morte di dieci persone in un incendio a Urumqi
Intanto aumentano i contagi: 40mila nelle ultime ore

Continuano le proteste in Cina contro le intransigenti norme anti-Covid, mentre nel Paese è ancora record di nuovi casi con oltre 40mila infezioni registrate nelle ultime ore. Da Shanghai a Pechino la gente è scesa in piazza per chiedere le dimissioni del presidente Xi Jinping, che negli ultimi giorni ha attuato delle rigide politiche di contenimento del Coronavirus, tra lockdown, test di massa, quarantena forzata e tracciamento digitale. Misure costose dal punto di vista economico e psicologicamente impattanti sulla popolazione. E il tutto sta accadendo nel silenzio dei media cinesi e delle autorità.

Il punto di rottura è stato l’incendio divampato in una palazzina della città di Urumqi, capitale della regione nord-occidentale di Xinjiang, costato la vita a dieci persone, mentre altre nove sono rimaste ferite. In un video circolato sui social e sfuggito alla censura si vedono i vigili del fuoco che lanciano acqua sulle fiamme da lontano, incontrando difficoltà poiché la zona è confinata a causa del Covid. In altre, invece, si vedono le porte d’accesso al palazzo (possibili vie di fuga) bloccate dall’esterno con fili di ferro. Immagini che hanno indignato l’opinione pubblica, tanto da indurre le autorità della provincia a un graduale allentamento delle restrizioni.

I funzionari del governo cinese hanno invece smentito queste versioni, attribuendo la causa dei ritardi nei soccorsi alle auto parcheggiate in modo scorretto. Una motivazione priva di riscontri, che ha innescato le proteste. Nel corso delle contestazioni, i manifestanti hanno mostrato dei fogli bianchi. Il colore bianco, in Cina, simboleggia la commemorazione dei defunti (le vittime dell’incendio nello Xinjiang) e la mancanza della libertà di espressione e di dissenso, regolarmente soffocate dal regime di Xi Jinping. Per la prima volta, infatti, tra gli slogan sono apparse le parole “diritti” e “democrazia”.

 

Fonte foto: TgCom24

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