
Trasporti pugliesi a rischio: gestori privati esasperati chiedono il fallimento di FSE per debiti non saldati
Il nodo Ferrovie del Sud-Est (FSE) si stringe sempre più, e questa volta a far sentire la propria voce in maniera perentoria sono i gestori privati del trasporto su gomma, che operano in regime di sub-affidamento. La richiesta è netta e inequivocabile: il fallimento di FSE. Una posizione drastica che emerge con forza in un contesto di gravi inadempienze contrattuali da parte dell’azienda pubblica, la quale da mesi fatica a onorare i pagamenti nei confronti dei vettori privati.
La situazione è insostenibile. Le piccole e medie imprese del settore, che rappresentano l’ossatura del trasporto pubblico locale in numerose aree della Puglia, si trovano sull’orlo del baratro. Senza i corrispettivi dovuti per i servizi svolti, molte di queste aziende non riescono più a coprire i costi operativi, dal carburante alla manutenzione dei mezzi, fino, e questo è il punto più critico, al pagamento degli stipendi dei propri dipendenti. Il rischio concreto è la paralisi di intere tratte, con conseguenze disastrose per i pendolari, gli studenti e tutti coloro che quotidianamente si affidano a questi servizi essenziali.
L’accusa mossa dai privati è pesante: FSE, nonostante le promesse e gli accordi presi, non mostra segnali di ripristino della regolarità nei pagamenti. Un’inerzia che, secondo i gestori, non solo compromette la loro sopravvivenza economica, ma mina anche la credibilità dell’intero sistema di trasporto regionale. Non si tratta più di semplici ritardi, ma di un vero e proprio blocco finanziario che sta mettendo in ginocchio decine di aziende familiari, molte delle quali operano nel settore da generazioni.
La richiesta di fallimento, pur essendo estrema, è vista dai privati come l’unica via d’uscita per tutelare i propri diritti e, in ultima analisi, per cercare di preservare un servizio pubblico che, senza il loro contributo, non potrebbe esistere nella sua forma attuale. Si invoca un intervento risolutivo da parte delle istituzioni regionali e nazionali, affinché si faccia chiarezza sulla gestione di FSE e si trovino soluzioni rapide e strutturali per garantire la continuità dei pagamenti e, di conseguenza, dei servizi. Il timore è che, se non si agisce tempestivamente, il collasso di queste realtà private possa trascinare con sé l’intero sistema di mobilità, lasciando a terra migliaia di cittadini pugliesi. La crisi di FSE è giunta a un punto di non ritorno, e la palla passa ora alle istituzioni, chiamate a decidere sul futuro del trasporto nella Regione.