Il futuro di Zaia dopo il Veneto
Salvini: “Può fare il ministro”

di Francesco Maria Gro

Mentre ci si muove verso le elezioni regionali, nella maggioranza iniziano le prime strategie. Il ministro dei Trasporti cerca di valorizzare il presidente della regione veneta all’interno dell’esecutivo

Cosa fare di una figura “monolitica” come Luca Zaia? Per la Lega, il presidente della Regione Veneto è senza dubbio una risorsa importante al di fuori anche delle prossime elezioni regionali, su cui la maggioranza sta cercando di trovare una strategia. Come “riciclare” però un profilo così importante, e ingombrante tanto da mettere in discussione la leadership stessa del suo partito? Soprattutto dopo il “sogno” naufragato del terzo mandato?

Matteo Salvini, vice premier, ministro dei trasporti (in crisi nera tra i ritardi continui dei treni), ma soprattutto capo della Lega ha la soluzione: “Lui potrebbe fare qualsiasi cosa, lo vedrei bene anche con un ruolo nel Governo nazionale”. Che si tratti di valorizzazione o di neutralizzazione di un alleato che, per certi versi, potrebbe trasformarsi in un rivale interno al partito, non ci è dato saperlo.

Per Salvini, in ogni caso, il presidente del Veneto potrebbe risultare una risorsa importante anche per rivedere gli equilibri di forza nella maggioranza, non tanto con Fratelli d’Italia in volata nei sondaggi, quanto con la più abbordabile Forza Italia, di Antonio Tajani, di recente colpita dalle critiche di Pier Silvio Berlusconi, figlio del fondatore del partito, ex presidente del Consiglio e imprenditore italiano, Silvio Berlusconi.

 

 

 

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