Li ha scovati la Guardia di Finanza: il valore complessivo è di oltre un milione di euro
Oltre un milione di euro di borse di studio intascati senza averne diritto e circa 878 mila euro bloccati prima dell’erogazione: è il bilancio dei controlli della Guardia di Finanza e del Ministero dell’Università e della Ricerca su circa 5,2 milioni di euro – destinati a sostenere il diritto allo studio – per un totale di 967 interventi da parte dei militari delle fiamme gialle. Le verifiche hanno portato alla denuncia di 334 tra studenti e studentesse; per altri 50, invece, sanzioni amministrative.
A rendere note le cifre è stata la ministra dell’università Anna Maria Bernini, al Forum Ambrosetti, l’incontro internazionale sui temi dell’economia che si tiene ogni anno (da 50 anni) a inizio settembre, sul Lago di Como.
Le irregolarità più frequenti riguardano i requisiti di reddito: l’Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) non era così basso come dichiarato e – anzi – superava la soglia per l’accesso alla borsa. Non solo. Nei casi più gravi, infatti, sono stati falsificati documenti per frodare il sistema.
“Le risorse pubbliche – ha dichiarato la ministra Bernini al Forum Ambrosetti – devono raggiungere i veri luoghi del bisogno. Non è solo una questione di trasparenza, ma di equità e giustizia per i nostri ragazzi. E noi siamo in prima linea per difendere il loro diritto allo studio”.