“Nessuna manovra correttiva”:
per Giorgetti conti in ordine

di Dalila Scagliusi

Il ministro dell’Economia ha spiegato, durante il Forum Thea di Cernobbio, che i conti pubblici sono in ordine, ma che l’aumento della spesa difensiva è destinato a pesare sulle casse dello Stato

«Diversamente rispetto a quanto eravamo abituati a fare nella legge di bilancio, (per il 2026) non servirà nessuna manovra correttiva: i conti vanno come avevamo previsto». Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in collegamento da Roma al Forum Thea di Cernobbio, l’incontro internazionale che ogni anno richiama politici, capi di Stato e di governo, economisti, imprenditori e premi Nobel per parlare – a porte chiuse – dei grandi temi del mondo e dell’economia. Secondo quanto detto da Giorgetti, dunque, i conti pubblici sarebbero perfettamente in ordine e il margine di crescita in linea con le stime che lo avevano fissato allo 0,6%, correggendolo rispetto alle previsioni iniziali. A gennaio 2025, infatti, il Governo credeva che il PIL sarebbe cresciuto dell’1,1%. Ma non aveva ancora fatto i conti con le conseguenze della guerra commerciale scatenata dal presidente statunitense Donald Trump che rischia di mettere sotto pressione l’export italiano.

Nella nuova legge di bilancio, quindi, non ci sarà nessuna stretta, nessun taglio di spesa. Tuttavia, Giorgetti non si è spinto così oltre da ipotizzare degli interventi a favore del ceto medio o dei redditi bassi. È rimasto vago e, anzi, ha spiegato che gli investimenti sulla difesa peseranno. «Rispetto al sentiero che prevedeva e prevede interventi a favore di famiglie e imprese per cercare di alleviare il peso fiscale, si è aggiunta una nuova variabile imponderabile, e anche detestabile, che è quella dell’escalation della guerra europea. Questo implica, per noi come per tutti gli altri, una diversa proiezione sui conti pubblici», ha spiegato in videoconferenza.

 

 

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