Le Marine ad assistere la Flotilla Italia e Spagna inviano due navi

di Maria Antonietta Mastropasqua

(Foto: reportdifesa.it)

Prima la decisione del ministro della Difesa italiano: una fregata per soccorrere la missione umanitaria in caso di necessità. Poi la Spagna si accoda. Con una specifica: è assistenza, non scorta, e si farà solo in acque internazionali

Una nave della Marina Militare italiana assisterà la Global Sumud Flotilla in acque internazionali. È la decisione del ministro della Difesa Guido Crosetto, accordata con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo la decina di attacchi drone, durati ore nella notte tra martedì e mercoledì (23 e 24 settembre).

Crosetto è intervenuto nella vicenda. Ha espresso «la più dura condanna» e, in una nota stampa, ha dichiarato: «In democrazia anche le manifestazioni e le forme di protesta devono essere tutelate quando si svolgono nel rispetto delle norme del diritto internazionale e senza ricorso alla violenza». Poi ha continuato: «Per garantire assistenza ai cittadini italiani presenti sulla “Flotilla”, questa notte alle 03.50, […] ho autorizzato l’intervento immediato della fregata multiruolo Fasan della Marina Militare, che era in navigazione a Nord di Creta».

Qualche ora dopo ha annunciato una sostituzione: alla fregata Fasan subentra l’Alpino, in modo che la prima ritorni alla sua missione originaria (operazione Mare Sicuro). Poi, quasi a voler sventare accuse di appoggio alla causa Flotilla, ha sottolineato: «le unità navali italiane non svolgono funzioni di scorta, né usciranno dalle acque internazionali, qualora la flottiglia dovesse decidere di forzare il blocco israeliano».

Sulla scorta della decisione italiana, anche la Spagna invierà una nave della sua marina. L’annuncio arriva dai microfoni della sala stampa del Palazzo di Vetro. Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, a New York questi giorni per il vertice Onu, ha dichiarato: «Il Governo di Spagna richiede che si osservi il diritto internazionale e il diritto dei nostri cittadini a navigare nel Mediterraneo in condizioni di sicurezza. Per questo, domani stesso salperà dalla base di Cartagena (vicino Murcia, nel Sud del Paese, ndr) una nave di azione marittima, equipaggiata con tutti i mezzi per assistere la flottiglia o prestare soccorso, in caso si renda necessario».

(Foto: El País)

Nonostante la differenza nella forma – più cauta quella dell’Italia, più netta quella della Spagna – la sostanza è la stessa, ed è una mossa prevista dallo stesso diritto internazionale. D’altronde, come aveva ricordato la portavoce italiana della Flotilla Maria Elena Delia, attaccare una nave che batte bandiera italiana o spagnola o inglese è come attaccare l’Italia, il Regno Unito, la Spagna. Lo Stato, quindi, secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982, ha il dovere di proteggere i suoi cittadini.

Certo, bisogna riconoscere che, dati i tempi, non sarebbe eccezionale un mancato rispetto del diritto internazionale; e quindi, in qualcosa la Flotilla è riuscita: almeno su questo, sembra che Israele non potrà ignorare le leggi sovranazionali senza almeno considerare le conseguenze.

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