Global Flotilla si avvicina a Gaza
Si temono gli attacchi di Israele

di Dalila Scagliusi

La fregata della Marina militare che segue le imbarcazione invierà un alert tra le cento e le centoventi miglia nautiche di distanza dalla Striscia e non proseguirà oltre. I parlamentari italiani a bordo della missione umanitaria: Ci fermeremo al primo alt di Israele

La Global Sumud Flotilla – iniziativa umanitaria internazionale che vuole forzare il blocco israeliano della Striscia di Gaza e stabilire un corridoio umanitario per rifornire di viveri e medicinali la popolazione palestinese – è sempre più vicina alle «acque di rischio». Gli attivisti, che ora si trovano a meno di 300miglia dalla Striscia, prevedono di varcare la cosiddetta «zona di intercettazione» giovedì. Il timore è che Israele possa attaccare le 46 navi umanitarie per impedire la violazione di quello che ritiene essere un legittimo blocco navale. Un’intenzione che lo Stato ebraico ha più volte ribadito e più volte concretizzato.

Intanto la fregata missilistica Alpino della Marina militare italiana – che per ragioni di sicurezza segue la rotta umanitaria – ha fatto sapere che tra le cento e le centoventi miglia nautiche di distanza dalle coste della Striscia di Gaza invierà un alert alla Flotilla avvertendola che la nave militare fermerà in quella zona la propria navigazione e per loro proseguire sarà pericoloso.

Un avvertimento che non cambia i programmi della missione: gli attivisti e i parlamentari italiani proseguiranno anche dopo la comunicazione della Alpino, ma si fermeranno al primo alt di Israele.

«Dare l’alert a 120 miglia da Gaza vuol dire fermarsi con più di cento miglia di acque internazionali ancora davanti – ha detto Maria Elena Delia, portavoce italiana del Global movement to Gaza – e ne prendiamo atto con il rammarico di renderci conto che di fronte a Israele il Governo usa misure diverse».

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