La Procura di Lecce ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. L’inchiesta vede coinvolte 29 persone e tre società accusate di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d’asta e frode di finanziamenti pubblici
Rischia di andare a processo Alessandro Delli Noci, l’ex assessore regionale allo Sviluppo Economico coinvolto in un’indagine per corruzione. La Procura di Lecce, infatti, ha chiuso le indagini che a giugno 2025 hanno portato ad una richiesta di arresto dei confronti dell’assessore, dimessosi subito dopo sia dalla giunta che dal Consiglio regionale. Una strategia che gli ha permesso di evitare gli arresti domiciliari essendo venuto meno il pericolo di reiterazione del reato.
L’inchiesta vede coinvolte 29 persone e tre società. Secondo i pubblici ministeri Alessandro Prontera e Massimiliano Carducci, avrebbero creato un’associazione a delinquere tramite un giro di favori e «contributi elettorali». In particolare, Delli Noci, tramite l’ingegnere Maurizio Laforgia, si sarebbe messo a disposizione degli imprenditori Alfredo Barone e Corrado Congedo (tutt’ora ai domiciliari) ottenendo in cambio favori e contributi per la campagna elettorale del 2020.
L’accusa nei confronti dell’ex assessore è di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, più grave rispetto alla corruzione impropria che gli era stata contestata in sede cautelare.
Secondo la Procura, gli obiettivi dell’associazione erano tre: consolidare e aumentare il potere economico imprenditoriale nell’ambito dell’edilizia e condizione l’azione amministrativa dei comuni di Lecce, Surbo e Gallipoli e della Regione Puglia. Alcuni progetti co-finanziati dall’ente, infatti, sono finiti sotto la lente delle indagini.
Le persone indagate assieme a Delli Noci sono accusate a vario titolo, associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d’asta e frode di finanziamenti pubblici.