Zelensky ammette le difficoltà:
i russi sfondano a Zaporizhzhya

di Francesco Maria Gro

Le truppe ucraine hanno dovuto lasciare cinque villaggi. Intanto si allenta il supporto degli Stati Uniti

I russi stanno avanzando e la guerra si sta complicando. Lo ha dovuto ammettere il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dopo la pressione sempre più forte della Russia sui confini a Sud-Est. Nelle ultime ore i comandi ucraini hanno ordinato l’evacuazione di cinque villaggi a sud di Zaporizhzhya. Ma cosa sta succedendo?

USA amici o nemici?

Prima di tutto sembrerebbe che il presidente degli Stati Uniti, Donald J. Trump, abbia richiesto, attraverso i suoi consiglieri, di eliminare da una risoluzione delle Nazioni Unite il passaggio che pretende l’integrità territoriale dell’Ucraina alla fine del conflitto, e quella che condanna l’occupazione russa della Crimea. Un incentivo, senza dubbio, per il presidente russo, Vladimir Putin, di intensificare l’offensiva, forte anche dell’improbabile invio di missili a lungo raggio (Tomahawk) da parte degli USA a Kiev, di cui si è parlato negli scorsi mesi.

Una macchina inceppata

L’Ucraina è anche colpita dallo scandalo che coinvolge diversi alti dirigenti delle compagnie energetiche nazionali. Gli investigatori delle agenzie anticorruzione hanno incriminato sette importanti responsabili del settore, accusati di aver incassato tangenti pari anche a 100 milioni di dollari. Tra gli imputati spicca il nome di Timur Mindich, vicino a Zelensky quando era ancora un attore. Il tutto si aggiunge ai diversi rimpasti ai vertici del governo e militari.

 

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