I due premier si sono incontrati a Villa Pamphilj per concludere l’accordo intergovernativo e una quindicina di altre intese
A due anni dalla firma del protocollo Albania-Italia sui centri di migrazione, i due premier sono tornati a confrontarsi sul tema per rinforzare l’approvazione sulle scelte fatte. Il sistema partì con non pochi inceppi e il tanto tempo trascorso per l’avvio a pieno regime, secondo la presidente Giorgia Meloni, è da ricondursi ad un rallentamento provocato dalla magistratura con lo stop ad alcuni rimpatri. “Quando entrerà in vigore il nuovo Patto UE su migrazione e asilo i centri in Albania funzioneranno come dovevano funzionare dall’inizio” ha ribadito la premier.
Pieno sostegno da parte del corrispondente Edi Rama che, ha detto, rifarebbe l’accordo “cento volte” ma solo con l’Italia. Proposta condivisa dalla presidente Meloni che ha definito il sistema dei centri d’asilo di migranti in Albania come un “sistema rivoluzionario” tanto da attrarre le attenzioni di altri paesi europei. Contestano invece le opposizioni, tra cui la segretaria PD, Elly Schlein: “Sono stati buttati 800 milioni di euro per fare delle prigioni vuote”. Al di là del tema sulle migrazioni, l’incontro ospitato a Villa Paphilj tra Italia e Albania si è concluso con un accordo intergovernativo e una quindicina fra intese tecniche e accordi governativi.