Il centrosinistra vince in Puglia
e Campania, il Veneto alla Lega

di Dalila Scagliusi

Antonio Decaro, Roberto Fico e Alberto Stefani sono i nuovi presidenti delle tre regioni

Tutto è andato come previsto: niente colpi di scena, niente pathos per una campagna elettorale che era ben definita prima ancora di essere iniziata. Si è chiuso così il lungo autunno elettorale – iniziato con il voto nelle Marche alla fine di settembre – senza grandi cambiamenti nel quadro politico nazionale. Le elezioni regionali sono state vinte in Veneto dalla coalizione di centrodestra guidata dal leghista Alberto Stefani; in Campania e i Puglia dal centrosinistra che ha candidato rispettivamente Roberto Fico del Movimento 5 Stelle e Antonio Decaro del PD.

In Veneto, i risultati hanno riprodotto in maniera abbastanza fedele le previsioni dei sondaggi: la coalizione di destra guidata da Stefani ha raccolto il 64,39% dei consensi, mentre quella di centrosinistra guidata dall’ex sindaco di Treviso Giovanni Manildo si è fermata poco sotto il 30%. Gli altri candidati (Fabio Bui, Marco Rizzo e Riccardo Szumki), invece, hanno preso circa il 6%.

A 33 anni, Stefani è diventato il presidente di regione più giovane d’Italia, ma di certo non il meno esperto. Il leghista, infatti, ha iniziato a fare politica da giovanissimo: nel 2018 (a 25 anni) è stato eletto alla Camera, nel 2019 è diventato sindaco di Borgoricco per poi tornare deputato nel 2024. Il suo sarà un mandato in continuità con quello di Luca Zaia, il presidente uscente che ha governato il Veneto per oltre dieci anni. Nonostante la regione sia storicamente leghista, queste elezioni rappresentavano un importante banco di prova contro Fratelli d’Italia che, negli ultimi anni, stava facendo sempre meglio. Ad ogni modo, il buon risultato di questa tornata ha certamente a che fare con la candidatura di Zaia come capolista della Lega in tutte le circoscrizioni.

La Campania è stata l’unica regione in cui i sondaggi davano al candidato favorito un vantaggio meno netto sull’avversario. Alla fine, ha vinto Roberto Fico con il 60,63%, staccando il suo avversario principale, Edmondo Cirielli, di circa 25 punti percentuale. Gli altri quattro candidati minori (Nicola Campanile, Stefano Bandecchi, Giuliano Granato e Carlo Arnese) si sono fermati al 4% e nessuna delle loro liste ha superato la soglia di sbarramento per avere esponenti in consiglio.

La vittoria per Fico è un po’ un cerchio che si chiude: la sua carriera politica era iniziata in Campania, quando si era candidato come presidente alle regionali nel 2010 3 e dove desiderava vincere da sempre.

Il presidente uscente Vincenzo De Luca, però, continuerà ad esercitare un certo peso in Consiglio regionale: nonostante infatti non sia riuscito a candidarsi per un terzo mandato, la sua lista «A Testa Alta» ha preso più voti di tutte.

In Puglia, l’ex sindaco di Bari ed europarlamentare Antonio Decaro ha staccato il suo avversario Luigi Lobuono di 30 punti. Gli altri due candidati, Sabino Mangano e Ada Donno, hanno raggiunto insieme appena il 2%, troppo poco per superare lo sbarramento ed eleggere dei consiglieri.

Qui, dove la vittoria del centrosinistra era scontata, i riflettori si sono concentrati sulla transizione di poteri tra chi aveva come riferimento il presidente uscente Michele Emiliano e chi il nuovo (ma neanche troppo) Antonio Decaro.

Con questa chiave interpretativa, sono state lette tutte le competizioni territoriali, a partire da quella barese: Francesco Paolicelli contro l’emilianista Ubaldo Pagano; Elisabetta Vaccarella contro la consigliera uscente Lucia Parchitelli. Insomma, un braccio di ferro che ha visto Decaro imporsi come leader indiscusso della Regione.

 

 

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