Durante il vertice con le ex Repubbliche sovietiche, Putin si è detto disposto a prendere in considerazione il Piano Trump. Il leader del Cremlino metterà per iscritto che non attaccherà l’Europa
Si intravede la pace in fondo al tunnel: durante il vertice a Bishkek (la capitale e città più popolosa del Kirghizistan) con i leader delle ex Repubbliche sovietiche, Putin ha aperto al Piano Trump di 28 punti (poi ridotti a 19). Condizione imprescindibile è il ritiro dell’Ucraina dai territori.
“La proposta potrebbe costituire la base per accordi futuri” ha detto il leader del Cremlino sottolineando che al momento non esiste una bozza dell’accordo perché “tutto ancora deve essere tradotto in un linguaggio diplomatico”.
Per Putin il piano potrà essere concretizzato da negoziati che vedano coinvolte le attuali autorità di Kiev e non una leadership illegittima come quella di Zelensky: “È legalmente impossibile” ha ribadito Putin.
Le altre questioni che Mosca intende sollevare saranno “argomenti relativi alla preparazione dei test nucleari” e soprattutto il ritiro dell’Ucraina dai territori”, condizione per cui “cesseremo le ostilità; in caso contrario, raggiungeremo i nostri obiettivi con mezzi militari”.
Un’altra ambiguità che Mosca vuole chiarire e che “è pronta a mettere per iscritto” riguarda l’Europa: Putin non l’attaccherà e chiunque affermi il contrario “è pazzo o bugiardo”.
L’Europa, intanto, ha fatto sapere che non siederà ai tavoli russi, ma continuerà a sostenere Kiev: “Nessun territorio ucraino temporaneamente occupato – si legge in una risoluzione approvata ieri a Strasburgo – sarà legalmente riconosciuto dell’UE e dai suoi Stati membri come territorio russo”.