Schiaffi, pugni e calci: 3 italiani aggrediti da 10 coloni israeliani

di Maria Antonietta Mastropasqua

(Foto: Agenzia Dire)

È successo in Cisgiordania, dove le vittime operano come volontari in una missione di solidarietà internazionale

Schiaffi, pugni e calci; in faccia, sulle costole, nel ventre, sui genitali: la violenza sistematica dei coloni israeliani in Cisgiordania si è abbattuta anche su tre cittadini italiani, due ragazze e un ragazzo, e una canadese, volontari nella missione di solidarietà internazionale Faz3a (in arabo, “aiuto nel momento del bisogno”): cooperanti che portano i bambini a scuola, aiutano agricoltori e pastori; insomma, fungono da protezione civile per la popolazione locale.

Era l’alba di ieri, domenica 30 novembre. Una decina di coloni israeliani sono entrati nell’abitazione: «Stavamo dormendo quando, alle 5 del mattino, siamo stati attaccati da un gruppo di coloni. Erano in 10, mascherati, armati di bastoni e fucili. Ci hanno svegliato al grido di “wake up Italians!”, sveglia italiani», hanno raccontato le vittime. Poi gli aggressori se ne sono andati rubando gli averi dei cooperanti – tra cui soldi, passaporti, cellulari – e con un messaggio: «Don’t come back», non tornate. «E questo è successo in Zona A, dove quindi per legge, anche per gli accordi di Oslo, non dovrebbe esserci alcun tipo di presenza israeliana», ha sottolineato una delle ragazze. I quattro sono stati trasportati in ospedale a Gerico; non hanno riportato ferite gravi.

È intervenuto sull’episodio il ministro degli Esteri Antonio Tajani. «L’appello che lanciamo al governo di Israele è di fermare i coloni e impedire che continuino queste violenze che non servono alla realizzazione del piano di pace per il quale tutti stiamo lavorando», ha commentato. E ha aggiunto: «Proprio l’altro giorno avevamo diffuso una nota congiunta di condanna – firmata da Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna – per ciò che stanno facendo i coloni in Cisgiordania. Abbiamo anche avviato delle sanzioni, come Unione Europea, contro alcuni di loro. Basta aggressioni».

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