“Rendiamo la Nato aggressiva”
Mosca: “Sarebbe errore grave”

di Francesco Maria Gro

L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone ha dichiarato al Financial Times la possibile  strategia Atlantica contro la guerra ibrida della Russia

(Foto di Policymaker.it)

La Nato potrebbe assumere una posizione più aggressiva nei confronti della Russia. È quanto ha dichiarato l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato militare dell’Alleanza Atlantica, in un’intervista al Financial Times, per rispondere alla guerra ibrida messa in atto da Mosca con numerosi attacchi hacker e sorvoli di droni in Europa.

Fragilità internazionale

Le parole dell’ammiraglio Dragone hanno un peso particolare non solo perché rivolte alla Russia, che dal 2022 ha iniziato l’invasione dell’Ucraina, ma soprattutto perché la Nato si è costituita come alleanza difensiva. “Stiamo studiando tutto – ha chiarito l’ammiraglio -. Sul fronte informatico, siamo in un certo senso reattivi: essere più aggressivi o proattivi, invece che reattivi, è qualcosa a cui stiamo pensando”.

Una soluzione pensata dopo mesi di riunioni e dibattiti soprattutto con membri più ad est, che chiedono azioni più decise davanti ai continui test della Russia.

L’ultimo episodio, che ha messo in allerta Europa e Stati Uniti, è stato l’avvistamento di 57 palloni aerostatici nello spazio aereo della Lituania, che ha dovuto chiudere per undici ore l’aeroporto di Vilnius. “Essere più aggressivi rispetto alla nostra controparte – ha precisato Cavo Dragone – potrebbe essere un’opzione. Le questioni sono il quadro giuridico, il quadro giurisdizionale, chi lo farà?”. Una situazione che comunque non sembra impensierire il Cremlino. La direttrice del dipartimento informazione e stampa del Ministero degli esteri della Russia, Marija Zakharova, ha risposto all’intervista di Dragone sostenendo che la Nato sta commettendo “un grave errore”.

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