(Foto: Ansa)
È successo in provincia di Ancona. Il marito della donna era stato arrestato ad aprile per maltrattamenti e rilasciato a luglio per patteggiamento. Il percorso antiviolenza che avrebbe dovuto iniziare era pieno fino alla prossima primavera
Era stato arrestato lo scorso aprile per maltrattamenti, poi rilasciato pochi mesi dopo, su patteggiamento. Ora è ricercato con l’accusa di aver picchiato a morte la moglie, Sadjide Muslija, 50 anni, di origine macedone. Il cadavere della donna è stato trovato riverso sul letto con segni evidenti di percosse nella sua abitazione a Pianello Vallesina, frazione di Monte Roberto, in provincia di Ancona. A dare l’allarme per la sua scomparsa i dirigenti dell’azienda in cui Sadjide Muslija lavorava come operaia, che questa mattina non l’hanno vista arrivare.
L’uomo, Nazif Muslija, 50 anni, ora è irreperibile; anche lui stamattina non si è presentato a lavoro. Come sempre accade, il femminicidio è stato l’ultimo atto di un dramma fatto da violenze. Il più grave ad aprile 2025: l’uomo, accusando la moglie di un presunto tradimento, aveva sfondato la porta della camera da letto ed era entrato armato di un’ascia. Sadjide Muslija si era rifugiata dai vicini, a cui aveva raccontato i due anni di violenze. In seguito all’episodio, il marito era stato condannato a un anno e 10 mesi di reclusione, salvo poi tornare libero a luglio, come stabilito dalla sentenza di patteggiamento. La sentenza prevedeva anche un percorso per guarire dalla violenza, ma nell’associazione indicata non c’era posto prima di aprile-maggio prossimi. I due, nel frattempo, erano tornati a vivere insieme