Spunta un nuovo testimone
sul caso Roberta Martucci

di Mariarosaria Coppola

Si riaccendono le speranze sul giallo di Ugento (Le): una segnalazione riapre la vicenda della donna svanita nel nulla il 20 agosto 1999 mentre andava a Gallipoli

A 26 anni dalla scomparsa, il caso di Roberta Martucci, la giovane donna di Ugento scomparsa 26 anni fa, potrebbe essere a una svolta: nelle ultime ore è emersa una nuova testimonianza che ha riacceso i riflettori sulla misteriosa sparizione.

Un testimone avrebbe infatti fornito indicazioni, segnalando l’area delle ricerche in un punto a ridosso della strada provinciale che collega Ugento a Gallipoli (Le) dove all’epoca della scomparsa avrebbe avvertito un intenso odore.

Dopo anni di silenzi e archiviazioni, questa rivelazione segna un nuovo capitolo nelle indagini e riaccende le speranze di verità per la famiglia Martucci, che cerca da tre decenni di comprendere le ragioni della scomparsa.

La ragazza, che all’epoca aveva 28 anni, uscì di casa a Torre San Giovanni, nella marina di Ugento, il 20 agosto 1999 per andare a una festa a Gallipoli, dove era attesa da alcune amiche.

Salì a bordo della Fiat Uno della madre, ma non arrivò mai sul luogo dell’appuntamento. L’auto venne ritrovata dopo quattro giorni, chiusa. La sorella Loretta da allora non ha mai smesso di cercarla e, nonostante varie archiviazioni, l’indagine era ripresa tra il 2019 e il 2022, quando fu indagato il cognato della donna scomparsa: l’ipotesi era omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Nel 2022 il GIP dispose l’archiviazione, ritenendo insufficienti gli elementi raccolti, ora, con i nuovi indizi, gli inquirenti potrebbero riconsiderare l’intera vicenda e riaprire il caso. L’attenzione è rivolta alla Procura di Lecce.

 

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