Attentato terroristico a Sydney:
15 morti nella festa ebraica

di Andrea Ungaro

Foto: La Stampa

Padre e figlio hanno aperto il fuoco sui bagnanti di Bondi Beach nel giorno dell’Hannukkah. Il premier australiano Albanese: “Matrice antisemita”.

Due uomini armati di fucili hanno aperto il fuoco durante la festa ebraica dell’Hannukkah su una folla in riva a Bondi Beatch, in Australia.
Sajid Akram, 50 anni, e Naveed Akram, 24, padre e figlio, di origine pakistana, hanno sparato almeno 50 colpi sulla spiaggia più famosa di Sydney che ospitava l’evento “Chanukah by the sea”, cominciata verso le 17 locali ad Archer Park, una spianata erbosa proprio a ridosso della riva dove c’erano circa un migliaio di persone.

“Inizialmente sembravano fuochi d’artificio” hanno dichiarato alcuni testimoni, riferendosi al rumore dei colpi scambiato per dei “botti per celebrare il festival delle luci”. Poi la certezza di un attentato: due uomini in maglietta nera e a volto coperto sono scesi da un veicolo in Campbell Parade – stradone soprastante la spiaggia – hanno imbracciato fucili semiautomatici e aperto il fuoco sui bagnanti.
La prima chiamata d’emergenza è arrivata alle 18.47. La polizia del Nuovo Galles del Sud ha accertato 15 morti, tra cui una bambina, e almeno 38 feriti. Tra le vittime c’è anche il rabbino di Sydney, Eli Schlanger.

Le conseguenze dell’attentato sarebbero potute essere anche più gravi: sul veicolo abbandonato nella zona dell’attacco, la polizia ha infatti rinvenuto alcuni ordigni esplosivi inutilizzati, oltre a due bandiere del Califfato. A neutralizzare uno dei killer, prima dell’arrivo dei militari, è stato un fruttivendolo della zona. Ahmed al Ahmed, 43enne arabo e musulmano, sarebbe riuscito a disarmare l’attentatore più giovane e a puntargli contro il suo stesso fucile.

Akram figlio è risultato già noto alle forze dell’ordine, che lo avevano sotto controllo dal 2019 per vicinanze del giovane ad altre cellule Isis. Rimasto ferito, è stato ricoverato in ospedale in condizioni critiche. Il padre Sajid è rimasto ucciso durante l’intervento delle forze speciali.

Tel Aviv ha puntato il dito contro l’Australia, accusandola di aver sottovalutato gli storici dei due attentatori.
“Il nostro cuore sanguina per la comunità ebraica australiana stasera” ha detto il premier del Nuovo Galles del Sud, Chris Minns.

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