A Providence, capitale di Rhode Island, ennesimo episodio di violenza in un campus statunitense. Fermato e poi rilasciato un ex militare: non è lui l’attentatore
È di due morti e di nove feriti il bilancio dell’azione di un killer che ha aperto il fuoco nel campus universitario della Brown University, a Providence, capitale del Rhode Island, il più piccolo stato USA.
L’attentato ha riportato alla memoria quello di tre mesi fa, nella Utah Valley University, in cui rimase ucciso l’attivista di destra Charles James Kirk.
Le vittime sono studenti dell’Ateneo. L’attentatore ha esploso alcuni colpi d’arma da fuoco in una classe al primo piano dell’edificio Barus & Holley, la struttura, che ospita la Facoltà di Ingegneria e il Dipartimento di Fisica dove studiano circa 10.000 studenti. Dopo i primi spari, gli studenti, insieme ai docenti e ai dipendenti sono stati invitati a cercare rifugio e hanno avuto l’ordine di non uscire. All’interno del campus era presente anche Giulia Giuliani, la figlia dell’erede della dinastia dell’omonimo liquore; si è salvata barricandosi nella libreria.
Subito dopo l’attentato è stato fermato un ex militare, ma dopo alcune ore gli investigatori hanno stabilito che era del tutto estraneo all’evento.
Da Donald Trump sono arrivate poche parole di circostanza (“che cosa terribile”) e l’invito a pregare, ma nessun commento sull’epidemia delle armi da fuoco che miete numerose vittime in America.