Su altri aiuti militari a Kiev:
la Lega prova a smarcarsi

di Daniela Primiceri

Prorogato il sostegno militare a Kiev fino al prossimo 31 dicembre:  tre deputati leghisti si oppongono alla risoluzione

Con la risoluzione approvata alla Camera dalla maggioranza, l’Italia continuerà a mandare sostegno militare a Kiev fino al prossimo 31 dicembre. Ma dalla stessa maggioranza sono spuntati due voti contrari  appartenenti alla Lega che hanno riacceso la polemica sulla guerra russo-ucraina.

Le prime tensioni esplicite si erano avute già durante l’informativa del ministro della Difesa Crosetto durante la quale nessuno dei parlamentari della Lega si era alzato o aveva applaudito. Crosetto, a cui non era sfuggita la reazione, aveva chiosato: “Lo spirito con cui l’Italia ha aiutato l’Ucraina finora è stato quello di impedire che chi vuole distruggere la popolazione ucraina e di piegarla potesse farlo. Di questo qualcuno di voi si vergognerà, io mi sento orgoglioso”.

Poi, al momento del voto, sono stati tre i leghisti ad aver remato contro: i deputati Edoardo Ziello e Rossano Sasso insieme a Claudio Borghi che non ha partecipato al voto. Molti sospettano che Ziello e Sasso potrebbero avvicinarsi all’ala “vannacciana” del partito che, durante l’informativa, era fuori da Montecitorio con lo striscione “Basta finanziamenti a Kiev per le armi”.

Il resto del Carroccio ha preso le distanze da questo atteggiamento ribadendo tuttavia che, per quanto la Lega non si opponga ad aiutare un Paese in difficoltà, essa si smarca da qualsiasi retorica bellicista.

 

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