UE dazi da 93 miliardi agli USA:
peggiora il nodo Groenlandia

di Francesco Maria Gro

Il presidente Trump ha imposto misure economiche al 10% contro otto paesi europei che hanno mandato le proprie truppe per difendere il protettorato danese. L’Unione promette ritorsioni

(Foto de Il Messaggero)

Sulla questione Groenlandia aumenta la tensione tra Unione Europea e Stati Uniti. Le manifeste mire espansionistiche del presidente Donald Trump, che più volte ha rivendicato la proprietà USA sul protettorato danese, hanno portato Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Olanda e Finlandia a schierare truppe a difesa della Groenlandia.

Un vero e proprio paradosso, dato che si sta parlando di uno Stato a confini aperti, che non giustifica la volontà USA di un pieno controllo, data la presenza di basi militari statunitensi sul territorio. Un paradosso che però sta permettendo a Donald Trump di inasprire ulteriormente i suoi rapporti con l’Europa e di distruggere, come esaltato dal leader MAGA Steve Bannon, la base su cui si è strutturato il sistema internazionale.

Dazi e contro dazi

Il presidente degli Stati Uniti, come ritorsione contro gli otto Paesi europei che hanno mobilitato le proprie truppe in Groenlandia, ha promesso l’imposizione di dazi al 10%, che entreranno in vigore dal primo febbraio 2026. Una scelta che, come si presume, non aiuterà le trattative, previste per oggi, nel World Economic Forum a Davos, in Svizzera, dove Trump dovrà incontrare i leader europei per parlare, oltre che della Groenlandia, anche della guerra in Ucraina e della situazione a Gaza.

Come contromossa l’Unione Europea ha promesso dazi da 93miliardi contro gli Stati Uniti che entreranno in vigore dal 6 febbraio 2026 se Trump non ritirerà le imposizioni economiche.

 

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