L’incontro con i togati praticanti ordinari al Quirinale è stata l’occasione per ribadire l’importanza dei principi fondamentali della magistratura
A quasi due mesi dal referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha colto l’occasione di confronto con i togati ordinari praticanti per rinsaldare l’aderenza ai principi fondamentali della giurisdizione. Al Quirinale il presidente della Repubblica ha messo in primo piano la centralità dell’autonomia della magistratura nelle funzioni giudiziarie. Nello specifico, Mattarella ha sottolineato come la scelta di magistrati indipendenti, nata con la Costituzione, sia funzionale ad uno Stato di diritto in cui siano assicurate “decisioni adottate non in base a ragioni esterne dovute a condizionamenti, pregiudizi, influenze o per il timore di ritorsioni o critiche”.
Il messaggio ai futuri magistrati ordinari è stato improntato sull’importanza di essere imparziali e lontani da qualsiasi pressione. Un caposaldo delle democrazie del secondo dopoguerra, fondate sul principio della separazione dei poteri: “In questo quadro costituzionale, alla magistratura viene affidato un compito cruciale: applicare la legge e tutelare i diritti della persona. È un’attività complessa che richiede maturità, profonda conoscenza delle fonti giuridiche e assoluta imparzialità nell’interpretazione”.