L’organizzazione promossa da Trump è stata contestata dal presidente del consiglio europeo, Antonio Costa, e da Amnesty International. Il presidente Usa: “Onu non all’altezza”
Pubblicizzata come soluzione alla ricostruzione della Striscia di Gaza e per la pace nell’intera Regione, il Board of Peace promosso da Trump è sembrato per molti una nuova organizzazione internazionale pronta a rimpiazzare l’Onu con prospettiva “americanocentrica”. Al World Economic Forum di Davos, il presidente statunitense Donald Trump ha alimentato questi sospetti con dichiarazioni fraintendibili sul ruolo attuale dell’Onu. Quest’ultima è infatti stata definita dal tycoon come “mai stata all’altezza del suo potenziale” seppur sostenendo di non volerne soppiantare le attività.
“Tutti vogliono essere parte di questa giornata e stiamo lavorando con molti altri inclusi l’Onu” ha aggiunto poi Trump alla cerimonia di firma del Board of Peace. Sul punto è intervenuta Kaja Kallas, sostenendo che ci sia la sua approvazione a questo organismo “solo se limitato, come in risoluzione Onu”. Più scettico invece il presidente del consiglio europeo Antonio Costa: “Nutriamo seri dubbi su una serie di elementi contenuti nello statuto del Board of Peace – ha detto – relativi al suo ambito di competenza, alla sua governance e alla sua compatibilità con la Carta delle Nazioni Unite”. Tuttavia, lo stesso si è detto pronto a “collaborare con gli Stati Uniti all’attuazione del piano di pace globale per Gaza”. Più drastica la reazione di Amnesty International che ha definito il Board of Peace come “un attacco all’Onu”.