Ad Abu Dhabi un trilaterale con Putin, Witkoff e Kushner. Bene la questione sulle garanzie di sicurezza. Resta spinosa la gestione dei territori del Donbass. Proposta una “tregua energetica”
Il processo negoziale per la questione russo-ucraina si è ridotto “a una sola questione“: è quanto dichiarato da Steve Witkoff che, insieme all’altro inviato speciale di Donald Trump, Jared Kushner, era presente al trilaterale con Vladimir Putin ad Abu Dhabi. Il colloquio è durato circa quattro ore fino a tarda notte.
Gli accordi per porre fine al conflitto in Ucraina sembrano essere sulla strada del consolidamento: le garanzie di sicurezza sono quasi pronte, il documento dovrà essere firmato dai presidenti e poi in seguito sarà sottoposto ai parlamenti nazionali.
La questione ancora spinosa resta la gestione dei territori in particolare quello del Donbass. Mosca rivendica il controllo sulle regioni del Donetsk e del Lugansk oltre a insistere su altre aree ancora sotto il dominio di Kiev.
Una proposta avanzata da Washington e Kiev è stata anche una “tregua energetica” che imporrebbe a Mosca la sospensione degli attacchi contro il settore energetico ucraino in cambio della fine dei raid ucraini ai depositi di petrolio russi. Su questo punto ci sarà ancora molto da discutere perché la Russia considera le offensive energetiche una efficace strategia militare.
In questo percorso di trattative l’Europa e la Nato continuano a restare marginali. Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha dichiarato che “il sostegno all’Ucraina deve continuare”.