L’artista pugliese scavalca i favoriti della vigilia nelle quote dei bookmaker e conquista la critica con un brano dedicato alla madre
A pochi giorni dall’inizio della 76ª edizione del Festival di Sanremo, Serena Brancale, in gara con il brano Qui con me, è ufficialmente la favorita per la vittoria, superando nomi dati per certi alla vigilia, come il duo composto da Fedez e Marco Masini.
Dopo il successo virale di Baccalà e la consacrazione internazionale nel 2025, l’artista pugliese torna a Sanremo con una veste più intima: Qui con me è una ballata soul dedicata alla madre, scomparsa nel 2020.
Un testo crudo e autentico che la stessa artista ha definito «una lettera scritta in sei anni per elaborare un dolore ancora vivo».
Anche secondo i pronostici dei siti di scommesse, la Puglia è favorita per la vittoria della 76ª edizione del Festival e Serena è in testa alle classifiche dei possibili vincitori.
La storia di Brancale non è lineare. Nel 2015, a 26 anni, aveva partecipato per la prima volta al Festival – Nuove Proposte – con Galleggiare, un jazz ben inserito nella sua lunga formazione nel genere, ma che «per incoscienza» non aveva sfondato. Anema e core (2025), al contrario, è stata «una festa», perché c’era da festeggiare: il grande successo a sorpresa di Baccalà l’aveva tirata fuori dalle secche di una gavetta ingrata, che non sembrava finire mai, e le ha dato una seconda chance, giocata alla grande.
Ma il rischio, per una che comunque è un’artista vera, che in autunno si è esibita nel leggendario Blue Note di New York («Mi preoccupavo della pronuncia, ma all’estero amano gli italiani che fanno il soul»), era di diventare un meme, una votata allo scherzo continuo. «Ma stavolta non indosso nessuna maschera. Addirittura, credo resterò immobile davanti al microfono, durante l’esibizione».
«Sarò scarna, essenziale. Sola con la mia voce». Il momento Serenata, quello più movimentato e divertito, forse arriverà nella sera dei duetti, per un Festival «in cui ho messo in conto anche una sorpresa, dedicata alla mia terra». Di sicuro, nei concerti che verranno, in cui dovrà tenere unito tutto.