(Foto: Flightradar)
La guerra scoppiata sabato 28 febbraio tra Israele, Stati Uniti e Iran ha congelato i cieli sull’Iran e sui Paesi del Golfo Persico
La guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran, allargata a tutta la regione mediorientale, ha bloccato il traffico aereo.
C’è un sito, Flight Radar, che tiene traccia di tutti i voli che solcano gli spazi aerei. Il 28 febbraio, alle 6 di mattina, i cieli del Medioriente erano affollati come al solito: mediamente quelli dell’Iran, densissimi quelli su Paesi come il Qatar (Doha, la capitale, è uno degli scali principali verso l’Australia e verso l’Asia orientale). Due ore dopo, in quello stesso spazio aereo si apre un vuoto: i cieli sono sgombri. è anche questa la faccia che assume la guerra scoppiata in Medioriente dopo il bombardamento dell’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, sabato scorso.
L’attacco e la conseguente risposta iraniana, che ha bombardato basi statunitensi e obiettivi civili nei Paesi del Golfo come Bahrein, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Qatar, ha esteso il conflitto in tutta la regione. Tutto questo ha causato un blocco quasi completo del traffico aereo. Iran, Iraq, Israele, Siria, Kuwait, Qatar ed Emirati Arabi Uniti avevano tutti già annunciato la chiusura, almeno parziale, dei loro spazi aerei quando Teheran ha colpito sia l’aeroporto internazionale di Dubai, sia il principale aeroporto del Kuwait.
Il traffico ha accennato una ripresa solo alle 11 italiane di oggi, 2 marzo, cioè alle 14 locali: otto aerei sono partiti dall’aeroporto di Dubai, verso l’India, il Pakistan e l’Europa.