(Foto: Il Fatto Quotidiano)
Dopo l’attacco di Usa e Israele contro l’Iran e la risposta della Repubblica Islamica contro gli Stati degli Golfo, circa 100mila connazionali sono rimasti bloccati in Medio Oriente. La Farnesina al lavoro per riportarli a casa
Lacrime, abbracci e commozione: così i 200 studenti italiani che erano rimasti bloccati a Dubai dopo l’attacco di Usa e Israele contro l’Iran, sono stati accolti all’aeroporto di Milano Malpensa. All’apertura delle porte del Boeing che li ha riportati a casa, il silenzio della pista di atterraggio è stato colmato da un lungo applauso. Ad accoglierli c’erano genitori, amici e insegnanti. Il volo era partito da Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, ed è atterrato a Malpensa intorno alle 19,30.
«Adesso che sono qua e ho baciato mia mamma sto bene. Prima no, però adesso bene» ha detto uno dei ragazzi. Ciò che ha reso tutto più duro è stato «il fatto di non sapere niente, non sapere quando saremmo tornati. Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile il nostro rientro: lo Stato, gli Emirati, la WSC Italia. Siamo a casa», ha aggiunto. Lui, come gli altri, si trovava a Dubai per un’attività extrascolastica organizzata da WSC Italia (World Student Connection Global Leaders), nell’ambito del progetto di simulazione delle assemblee Onu.
Intanto la Task Force Golfo, istituita dalla Farnesina, continua a lavorare per gli altri italiani che vogliono lasciare l’area del conflitto. Dopo i primi rientri, nella giornata di martedì sono partiti altri quattro voli, oltre quello degli studenti, dagli aeroporti di Mascate in Oman e di Abu Dhabi. In totale – ha spiegato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani – sono circa 2.500 gli italiani che fra lunedì e martedì hanno fatto rientro in Italia dal Golfo, dove ci sono circa 70mila connazionali, di cui 30mila solo negli Emirati Arabi Uniti.