Il cantautore di origini pugliesi, ospite all’Università Dauna, ha raccontato la sua passione per la terra che gli ha dato i natali durante l’incontro “Convivendo, musica e bellezza”
Biagio Antonacci ha partecipato a un incontro promosso dall’Università di Foggia, raccontando il suo legame profondo con la Puglia e, in particolare, con Bari.
«Ho passato tutte le mie estati a Bari, da quando avevo un anno, con i miei cugini, con il dialetto, con la cultura, con la cucina. Quando mangio il pesce crudo anche in altri posti mi prendono per pazzo. Questa cosa ce l’hai nel DNA, come la musica», ha raccontato Antonacci, ricordando i pomeriggi trascorsi tra i primi impianti a cassetta sulle bancarelle del lungomare. «La domenica mio padre mi portava lì e io compravo le cassette di Pino Daniele, Bob Marley, Lucio Dalla. Bari era la vacanza con i genitori, il ricordo più grande, la ricerca del sole. La Puglia ce l’ho nel DNA, come la musica», ha aggiunto.
L’incontro anticipa il ritorno di Biagio Antonacci in Capitanata. Il cantautore tornerà infatti in provincia di Foggia nell’ambito del suo nuovo tour, che farà tappa all’Anfiteatro romano di Lucera in estate. «C’era quell’odore di erba tagliata, simbolo di freschezza e accoglienza – ha detto Antonacci dopo aver visitato l’Anfiteatro di Lucera, che ospiterà i suoi concerti –. Non è il primo anfiteatro dove andrò a suonare, ma ho avuto la sensazione di sentirmi a casa».
Rispondendo alle domande dei giornalisti prima dell’incontro con gli studenti, Antonacci ha spiegato che «non è la musica che cambia: siamo noi che facciamo cambiare la musica, siamo noi che permettiamo le grandi rivoluzioni e le grandi evoluzioni».