(Foto: IlBianconero.com)
I bianconeri, in dieci uomini dall’inizio della ripresa per l’espulsione di Kelly, ad un passo dalla qualificazione: in gol Locatelli su rigore, Gatti e McKennie. Ai supplementari, Zeghrova sbaglia il colpo del 4-0: poco dopo, Osimhen e Yilmaz regalano gli ottavi ai turchi
È il minuto 96, il primo tempo supplementare scorre veloce e la Juventus è in vantaggio per 3-0 contro il Galatasaray. Tutto è di nuovo in equilibrio dopo il pesante – e apparentemente definitivo – 5-2 della gara d’andata. Zhegrova ha sul mancino la palla del poker che avrebbe completato la rimonta bianconera: da ottima posizione, servito con lucidità da McKennie, non inquadra lo specchio della porta e calcia clamorosamente fuori. È la porta girevole della partita che, da notte europea quasi magica, si trasforma nella sera dei rimpianti. Poco dopo, infatti, i turchi segnano prima con Osimhen e poi, sul finale, con Yilmaz. Il pubblico dell’Allianz Stadium si alza in piedi e – nonostante la delusione – si unisce in una sonora standing ovation: finisce 3-2. La Juve vince ma esce dalla Champions League a testa alta e tra gli applausi, il Galatasaray la spunta grazie alla goleada di Istanbul e strappa il biglietto per gli ottavi di finale.
Non è stata la sera dei miracoli ma, mai come ieri, tutto sembrava assumere questa direzione. L’atmosfera allo stadio era caldissima fin da molto prima del calcio d’inizio: seppur di fronte a un Everest da scalare, i tifosi ci credevano tutti. Quando al 35′ Torreira ha atterrato Thuram e l’arbitro – il signor Joao Pinheiro – ha indicato il dischetto del rigore, i decibel si sono alzati a dismisura: dagli undici metri capitan Locatelli ha spiazzato Cakir per l’1-0. All’inizio della ripresa, però, è arrivato l’episodio che avrebbe potuto cambiare fin da subito – in negativo – le sorti dell’incontro: il Var ha richiamato il direttore di gara al monitor per un fallo di Kelly e Pinheiro, dopo la revisione, ha cambiato il colore del cartellino estraendo un rosso (contestato e quantomeno dubbio) da tutti all’indirizzo del difensore inglese. In dieci uomini anche nella gara di ritorno, la Juventus non si è disunita e ha continuato a spingere. Al 70′ Kalulu ha crossato al centro, Cakir ha toccato e ha involontariamente prolungato per Gatti, bravo a farsi trovare pronto per il tap-in del 2-0.

Non è finita: minuto 82, sponda aerea di Koopmeiners per McKennie che ha saltato più alto di tutti e ha gonfiato la rete per la terza volta nella serata: 3-0 e apoteosi Juventus. Ai supplementari, però, è arrivata la beffa: prima l’errore di Zhegrova, poi l’uno-due targato Osimhen e Yilmaz. Allo Stadium è calato il gelo, ma c’è stato spazio per la standing ovation del pubblico che ha omaggiato il carattere e il sacrificio dei bianconeri, in dieci uomini per oltre ottanta minuti di gioco ma capaci di accarezzare la rimonta. Al triplice fischio, non si sono fermati gli applausi: la Juve di Spalletti ha salutato la Champions League ai play-off, il Galatasaray ha festeggiato l’accesso agli ottavi rispettando la delusione dei padroni di casa. Così, è calato il sipario su una notte europea che ha prima fatto sognare la Signora e, poi, l’ha risvegliata sul più bello. A rappresentare l’Italia nella massima competizione europea, dunque, è rimasta solo l’Atalanta di Raffaele Palladino.